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100 giorni per capire

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Il lavoro

100 giorni per capire

Hai trovato il lavoro del secolo. Lo spumante, però, tienilo in fresco per altri tre mesi. Tutti i segreti di un’integrazione riuscita.
Sei hai appena cominciato un nuovo lavoro, sappi che verrai giudicato dai colleghi al primo sguardo, e che avrai circa 100 giorni per importi e fare una buona impressione e per integrarti all’impresa e capire come ti senti. Un nuovo lavoro richiede molte energie per adattarsi all’ambiente, ai colleghi e alle nuove funzioni. Durante i primi tre mesi, cerca di vestirti in modo consono a quello dei colleghi, naturalmente senza rinnegare la tua personalità. Se la tua tenuta è troppo sportiva mentre tutti gli altri sono tirati ai quattro spilli, o il contrario, susciterai commenti malevoli. Le prime impressioni durano. Tienine conto. Evita di fare o di ricevere chiamate personali, sii puntuale, e senza lavorare oltre l’orario, cerca di non essere il primo a uscire.

Pranzo o non pranzo? Dipende. Se tutti mangiano insieme a mezzogiorno, unisciti a loro. Durante il pasto cerca di ascoltare ed evita di monopolizzare la conversazione. Osserva la dinamica dell’ambiente: se altri restano a mangiare in sede, fallo anche tu di tanto in tanto. E’ importante non finire per identificarsi a un solo collega o a un gruppo in particolare. Evita di frequentare sempre e solo le stesse persone.

I giochi relazionali sono moneta corrente in tutti gli ambienti di lavoro. Alcune persone sono armate fino ai denti, altre si scambiano confidenze e pettegolezzi davanti a un drink, o tra le lenzuola… Durante i primi mesi, resta neutro. Evita di sentirti a tuo agio troppo in fretta, evita la familiarità e aspetta di capire con chi hai a che fare. Non tutto si può dire, tanto più in ambito professionale. Il fatto di condividere con spontaneità tutto quello pensi può ritorcersi pesantemente contro di te. Sii più strategico che autentico, dai retta all’istinto e alle tue percezioni. Parlare delle tue esperienze professionali, delle tue realizzazioni o dei riconoscimenti che hai ottenuto è una pessima idea. Mentre è normale voler fare una buona impressione, mettersi troppo in evidenza può creare l’effetto contrario a quello desiderato. Cerca di ascoltare più che parlare, e mostra con interesse quando gli altri ti parlano di sé. Se ti accorgi che un collega non è interessato a fare la tua conoscenza, può darsi si comporti con indifferenza perché ti percepisce come una minaccia. Sappi riconoscere la bontà del suo lavoro, e chiedigli cose che hanno attinenza con la sua esperienza.

I nuovi arrivati si fanno spesso molte remore a fare domande, perché hanno paura di riuscire sgraditi, di disturbare o di avere l’aria di chi manca di iniziativa. Al contrario, invece, devi dare l’impressione di chi prende in mano attivamente la propria integrazione. Cerca di non ripetere più volte la stessa domanda, se qualcosa ti sembra complicato, prendi appunti.

Giudicare chi comanda
Non esiste il capo ideale. Tocca a te adattarti a chi comanda, il contrario purtroppo non è mai vero. Nei primi tempi, chiediti che tipo di persone ti sono toccate in sorte. Il tuo capo è una persona che delega, è disposto a riconoscere il lavoro degli altri? È rilassato e ascolta le tue opinioni? È autoritario? Se protegge gelosamente il suo territorio, sii particolarmente cauto e diplomatico. Cerca di scoprire lo stile di comando del tuo capo, fai leva sul tuo senso di osservazione. Dare credito al lavoro altrui non significa cancellare il valore del tuo. Senza essere impertinente o esibizionista, sforzati di valorizzare il tuo lavoro con chiunque, dai colleghi ai capi. E ancora: è meglio accettare le regole esistenti, o far valere le proprie idee innovative? Dai retta al tuo intuito. Dato che vieni dall’esterno dell’azienda, hai avuto altre esperienze e vedi il nuovo ambiente più freddamente, con maggior distacco. È quindi possibile che tu veda rapidamente una soluzione che risparmierebbe tempo e semplificherebbe il lavoro, ma prima di proporla, tasta attentamente il terreno per verificare se la tua idea può essere ricevuta con favore. Rispetta la cultura dell’impresa in cui ti trovi. Ogni azienda ha i suoi valori e i suoi riti. Gradualmente, dovrai integrarti a questa cultura, apportando nuove idee se credi, ma senza opporti in partenza alle regole che esistevano prima che tu arrivassi.

Dopo un mese: il primo bilancio
Se i tuoi superiori non ti valorizzano, cerca un incontro alla fine dei primi trenta giorni. Non si tratta di fare una valutazione completa della tua posizione, sarebbe comunque troppo presto, ma piuttosto di sapere come stanno andando le cose. Chiedi se il tuo lavoro corrisponde alle aspettative, se vengono percepite carenze, se c’è qualcosa in particolare che dovresti migliorare, quali capacità specifiche ti vengono riconosciute.

Dopo tre mesi: il bilancio completo
Passata l’effervescenza del periodo di adattamento, questo è il momento di valutare più a fondo la tua performance. Fai il punto con i superiori: qual è la tua posizione nell’impresa? Quali dovrebbero essere i tuoi obiettivi e le tue priorità? Che cosa ci si aspetta da te nei prossimi mesi? Questo è però anche il momento di valutare se il nuovo lavoro ti piace davvero. Senti che le tue capacità sono valorizzate? Quali sono le caratteristiche che vengono sollecitate, e quali quelle lasciate in ombra? Sei già in posizione di fare dei suggerimenti? Questa tappa servirà alla tua carriera, tenendo conto dei tuoi obiettivi personali?

E se mi fossi sbagliato?
Sei già alla disperazione? Non arrenderti troppo in fretta. Forse questo posto rappresenta una sfida difficile da vincere, ma si rivelerà una scelta giudiziosa per il tuo percorso professionale. Il problema che sta emergendo adesso potrebbe ripresentarsi in un altro impiego, se riguarda un limite che non riesci a superare. Ma se il tuo posto non è questo, lascia perdere. Prima che puoi.

Il primo giorno: guida alla sopravvivenza

  • arriva in orario

  • spegni il cellulare

  • evita di fare o ricevere chiamate personali

  • fai domande

  • prendi appunti

  • cerca di imparare il nome dei colleghi

  • anche sei nervoso, sforzati di sorridere

Come costruirsi una rete

  • Recensire tutte le conoscenze

  • Stabilire le proprie necessità e i propri obiettivi

  • Stabilire dei legami tra le propri obiettivi e le persone prescelte

  • Stabilire quali sono le attività interessanti capaci di rispondere ai propri
    obiettivi

  • Prestare attenzione a chi ci circonda: famiglia, amici, colleghi

  • Mantenere attiva la propria rete, proseguendo negli scambi e nei contatti con
    gli altri

  • Praticare lo scambio di “dritte” o di servizi all’interno della propria rete

  • Sforzarsi di ricordare (e annotare appena possibile) il nome e la mansione delle persone che si incontrano

Quattro comportamenti da evitare

  • parlare troppo di sé dando informazioni personali

  • dimenticare il nome di chi ti ha fatto il colloquio, non riconoscerlo se lo incontri

  • rispondere al telefono dicendo il nome del tuo vecchio posto di lavoro

  • perderti nell’edificio

Hai l'atteggiamento giusto?

no

Lavoro per conquistarmi il mio spazio, non tutto lo spazio  

Ho messo in chiaro le aspettative sul mio conto

Mi mostro disponibile e determinato a imparare

So chi fa cosa all’interno dell’organizzazione

Mi do tempo per conoscere chi lavora con me

Mi sforzo di capire le relazioni di potere

Riconosco le mie competenze con modestia

Valuto con discrezione capacità e carenze dei miei colleghi

Cerco di determinare le mie capacità, e di trarne vantaggio

Ho un atteggiamento gioviale e dinamico

Mi sforzo di imparare a usare in fretta i miei strumenti di lavoro

Mi mostro disponibile ad aiutare i colleghi

Sono coinvolto, propositivo, interessato

Sono consapevole di dover imparare nuove cose, mi sforzo di farlo

Hai risposto « no » meno di quattro volte
Hai l’atteggiamento giusto e ti rendi conto che il modo in cui ti comporti conta almeno quanto le tue capacità, soprattutto ora che sei agli inizi

Hai risposto « no » quattro o più volte
Segui questi consigli per integrarti meglio nel nuovo ambiente :
- stabilisci un legame con i colleghi, che saranno più disponibili ad aiutarti
- non creare un ambiente di competizione o di esclusione, sii modesto
- punta sulle tue competenze, datti il tempo di usare al meglio i tuoi vantaggi competitivi
- sorridi, sii disponibile ad ascoltare
- tratta tutti con rispetto. I giochi relazionali possono essere molto sottili
- sii determinato a imparare e resta aperto ai punti di vista altrui

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