Stanchezza,
entusiasmo in caduta libera, immagine di sé poco
gratificante… la tua vita professionale non ti
soddisfa più. I segni del malessere e le soluzioni
per uscirne.
Ti senti
realizzato nella tua attività professionale ?
E’ vero che nel lavoro si affrontano spesso
conflitti, competizione e stress, ma quando l’idea
di andare in ufficio ti far star male, e in modo
cronico, forse è ora di farsi qualche domanda. Perché
lavoro? Sono veramente al posto giusto per me? Cosa
posso fare per cambiare? Quando la molla
professionale non è più carica, compaiono in
genere alcune modifiche del comportamento che non
bisogna trascurare. Ci si può sentire meno
intraprendenti o in preda alla pigrizia
intellettuale, si può finire per constatare di
essere nel pieno di una crisi. Elemento regolatore
essenziale della vita sociale, l’attività
professionale è in realtà uno strumento di
integrazione che oggi sembra aver perso la memoria
della sua funzione primaria. Quando il vaso è
colmo, i sintomi del malessere sono numerosi, e
cominciano in genere con piccoli segnali isolati:
mal di schiena, mal di testa, disturbi digestivi a
ripetizione, disturbi del sonno. In particolare, lo
sfinimento è un ottimo rivelatore di un conflitto
interiore. Non aspettare di scoppiare in lacrime per
rimettere in causa le tue condizioni di lavoro e per
cercarne un altro. Per ridisegnare i contorni della
vita professionale e stabilire le proprie priorità,
ecco una strategia in tre punti:
fai il
punto sui tuoi bisogni Alcune persone hanno un bisogno viscerale di
sicurezza. Inutile allora scegliere una carriera
free-lance, dove ci si sente in permanenza sulla
lama di un coltello. Se la chiave del tuo
equilibrio è rappresentata dal lavoro di
squadra, rifiuta le proposte di telelavoro,
solitarie per eccellenza. Quanto ai temperamenti
artistici per i quali creare e inventare è
importante quanto dormire, osa la musica, il
teatro, la grafica, la pubblicità. Dietro ogni
bisogno si nasconde una competenza
valuta gli
ostacoli Venditrice, commessa, segretaria, grande
capo, tutti abbiamo uno scenario di vita
elaborato a partire dagli incoraggiamenti e dai
rimproveri dei nostri genitori, perciò
arriviamo sulla scena del lavoro con le
attitudini e i sentimenti che abbiamo messo in
opera per gestire le richieste della nostra
famiglia, prima figura dell’autorità.
Decodifica le tue aspettative, la chiave del
cambiamento comincia da lì
trova il
modo di agire Non aver paura di chiedere consiglio agli
altri, anzi parla dei tuoi progetti di
cambiamento. Non solo gli altri ti possono
aiutare a mettere a fuoco le tue decisioni, ma
possono darti consigli preziosi. Senza contare
che potrebbero conoscere qualcuno che ti può
aiutare a cambiare lavoro
Realizzarsi
al lavoro
Che ti piaccia o no, trascorrerai al lavoro più o
meno quarant’anni della tua vita. Anche se il
numero di ore lavorative settimanali si è
notevolmente ridotto nell’ultimo secolo, il lavoro
rimane uno degli elementi che segnano il ritmo del
nostro quotidiano. Come si può migliorare
l’ambiente professionale o integrarsi velocemente
all’arrivo in un nuovo ambiente? Come si fa a
sentirsi bene al lavoro?
Pratiche che si
accumulano, cassetti che rigurgitano di carte,
colleghi isterici, capi insopportabili … la vita
d’ufficio non è certo un fiume tranquillo. Come
sopravvivere decentemente per 40 ore alla settimana?
Realizzarsi al lavoro può diventare una realtà.
Amare il lavoro senza lasciargli intaccare la vita
personale, stringere contatti senza farsi divorare,
controllare lo stress restando efficaci, stimati e
simpatici. Tutto questo è possibile. Regola numero
1: sistemarsi. In ufficio, evitare le sedie che
fanno venire il mal di schiena e avere a portata di
mano tutto quello che serve. Non esitare a chiedere
ciò di cui si ha bisogno. Hai il sole negli occhi o
l’ambiente è troppo buio? Chiedi che venga
installata una tenda, o una lampada supplementare. E
senza colonizzare tutto lo spazio disponibile con le
fotografie dei tuoi venti cugini, cerca di
personalizzare la tua postazione con piccole cose,
il disegno di tua figlia, una pianta. In uno dei
tuoi cassetti dedica un po’ di spazio alla tua
farmacia personale: aspirina, barrette energetiche
per le emergenze alimentari…
Senza passare
tutto il tuo tempo a discutere, sforzati di parlare
un po’ con tutti per conoscere meglio la tua
impresa e stringere qualche contatto. Cerca di farti
degli amici, è senz’altro più gradevole vivere
in un ambiente di scambi cordiali, ma attenzione:
evita i sovrainvestimenti affettivi. I tuoi colleghi
non devono sapere a quanto ammonta il tuo scoperto
bancario o le difficoltà sessuali del coniuge. Sii
aperto, ma discreto.