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E' ora di cambiare lavoro?

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Il lavoro

E' ora di cambiare lavoro?

Stanchezza, entusiasmo in caduta libera, immagine di sé poco gratificante… la tua vita professionale non ti soddisfa più. I segni del malessere e le soluzioni per uscirne.

Ti senti realizzato nella tua attività professionale ? E’ vero che nel lavoro si affrontano spesso conflitti, competizione e stress, ma quando l’idea di andare in ufficio ti far star male, e in modo cronico, forse è ora di farsi qualche domanda. Perché lavoro? Sono veramente al posto giusto per me? Cosa posso fare per cambiare? Quando la molla professionale non è più carica, compaiono in genere alcune modifiche del comportamento che non bisogna trascurare. Ci si può sentire meno intraprendenti o in preda alla pigrizia intellettuale, si può finire per constatare di essere nel pieno di una crisi. Elemento regolatore essenziale della vita sociale, l’attività professionale è in realtà uno strumento di integrazione che oggi sembra aver perso la memoria della sua funzione primaria. Quando il vaso è colmo, i sintomi del malessere sono numerosi, e cominciano in genere con piccoli segnali isolati: mal di schiena, mal di testa, disturbi digestivi a ripetizione, disturbi del sonno. In particolare, lo sfinimento è un ottimo rivelatore di un conflitto interiore. Non aspettare di scoppiare in lacrime per rimettere in causa le tue condizioni di lavoro e per cercarne un altro. Per ridisegnare i contorni della vita professionale e stabilire le proprie priorità, ecco una strategia in tre punti:

  1. fai il punto sui tuoi bisogni
    Alcune persone hanno un bisogno viscerale di sicurezza. Inutile allora scegliere una carriera free-lance, dove ci si sente in permanenza sulla lama di un coltello. Se la chiave del tuo equilibrio è rappresentata dal lavoro di squadra, rifiuta le proposte di telelavoro, solitarie per eccellenza. Quanto ai temperamenti artistici per i quali creare e inventare è importante quanto dormire, osa la musica, il teatro, la grafica, la pubblicità. Dietro ogni bisogno si nasconde una competenza

  2. valuta gli ostacoli
    Venditrice, commessa, segretaria, grande capo, tutti abbiamo uno scenario di vita elaborato a partire dagli incoraggiamenti e dai rimproveri dei nostri genitori, perciò arriviamo sulla scena del lavoro con le attitudini e i sentimenti che abbiamo messo in opera per gestire le richieste della nostra famiglia, prima figura dell’autorità. Decodifica le tue aspettative, la chiave del cambiamento comincia da lì

  3. trova il modo di agire
    Non aver paura di chiedere consiglio agli altri, anzi parla dei tuoi progetti di cambiamento. Non solo gli altri ti possono aiutare a mettere a fuoco le tue decisioni, ma possono darti consigli preziosi. Senza contare che potrebbero conoscere qualcuno che ti può aiutare a cambiare lavoro

Realizzarsi al lavoro
Che ti piaccia o no, trascorrerai al lavoro più o meno quarant’anni della tua vita. Anche se il numero di ore lavorative settimanali si è notevolmente ridotto nell’ultimo secolo, il lavoro rimane uno degli elementi che segnano il ritmo del nostro quotidiano. Come si può migliorare l’ambiente professionale o integrarsi velocemente all’arrivo in un nuovo ambiente? Come si fa a sentirsi bene al lavoro?

Pratiche che si accumulano, cassetti che rigurgitano di carte, colleghi isterici, capi insopportabili … la vita d’ufficio non è certo un fiume tranquillo. Come sopravvivere decentemente per 40 ore alla settimana? Realizzarsi al lavoro può diventare una realtà. Amare il lavoro senza lasciargli intaccare la vita personale, stringere contatti senza farsi divorare, controllare lo stress restando efficaci, stimati e simpatici. Tutto questo è possibile. Regola numero 1: sistemarsi. In ufficio, evitare le sedie che fanno venire il mal di schiena e avere a portata di mano tutto quello che serve. Non esitare a chiedere ciò di cui si ha bisogno. Hai il sole negli occhi o l’ambiente è troppo buio? Chiedi che venga installata una tenda, o una lampada supplementare. E senza colonizzare tutto lo spazio disponibile con le fotografie dei tuoi venti cugini, cerca di personalizzare la tua postazione con piccole cose, il disegno di tua figlia, una pianta. In uno dei tuoi cassetti dedica un po’ di spazio alla tua farmacia personale: aspirina, barrette energetiche per le emergenze alimentari…

Senza passare tutto il tuo tempo a discutere, sforzati di parlare un po’ con tutti per conoscere meglio la tua impresa e stringere qualche contatto. Cerca di farti degli amici, è senz’altro più gradevole vivere in un ambiente di scambi cordiali, ma attenzione: evita i sovrainvestimenti affettivi. I tuoi colleghi non devono sapere a quanto ammonta il tuo scoperto bancario o le difficoltà sessuali del coniuge. Sii aperto, ma discreto.

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