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Il
nostro corpo parla a nostra insaputa. Naturalmente,
anche sul posto di lavoro…
Il
modo di stare in piedi, di muovere una mano, di
toccarsi le gambe, qualche filosofo l’aveva già
scritto ai suoi tempi: ogni gesto ci rivela.
Talvolta è proprio “un niente”, un segno, una
vaga indicazione. Spesso è più grave, decisivo,
determinante. Nell’atmosfera confinata e altamente
concorrenziale della vita professionale, capire e
“tradurre” il linguaggio segreto dei gesti
diventa importante. Per evitare di essere capiti
male. Per indovinare meglio cosa nascondono i nostri
interlocutori. Negoziati difficili, riunioni tese,
primo incontro, segni precursori di molestie
sessuali….
Accavallare
le gambe, incrociare le braccia al petto, portarsi
una ciocca di capelli dietro l’orecchio o
grattarsi il mento sembrano gesti banali, in realtà
traducono le nostre emozioni più segrete. Questa
almeno è la teoria di uno psicologo un po’
diverso dagli altri, autore di una serie di testi
sul senso nascosto dei gesti e delle posture. Il suo
obiettivo dichiarato è: aiutarci a decodificare il
linguaggio corporeo dei nostri interlocutori per
raccogliere indizi preziosi sulla loro personalità
e le loro intenzioni. Non c’è niente di
“magico” in tutto questo, sostiene l’autore di
una lunga serie di opere sulla simbolica gestuale
umana. Secondo lo psicologo, ciascuno di noi ripete
dei gesti universali, che chiama “ritrornelli”,
spiegando che secondo lui “la gestualità è uno
strumento di comunicazione. L’analisi dei gesti
serve a comprendere le predisposizioni di un
interlocutore, i suoi pensieri e i suoi stati
d’animo. Ma si tratta di una forma di linguaggio
che la gente non sa parlare. Bisogna perciò
imparare a osservare piuttosto che a vedere,
ad ascoltare piuttosto che a sentire.”
Il nostro
interlocutore incrocia le braccia? È in una modalità
repulsiva che esprime una mancanza di apertura o una
disapprovazione. Una donna mancina incrocia la gamba
sinistra sulla destra? Dimostra di non essere in uno
stato di controllo totale, e che non è a proprio
agio in quella data situazione. Se invece il nostro
interlocutore si tocca continuamente il viso
significa che ha una scarsa fiducia in se stesso, se
mette il dito davanti alla bocca è reticente e non
sta dicendo tutta la verità. Un dito portato in
continuazione alle narici è segno di una personalità
ossessiva, e se le pupille sono piccole come
capocchie di spillo, non fidiamoci: probabilmente
abbiamo davanti una persona spietata…
10 gesti disastrosi
Alcuni gesti, più di altri, tradiscono i sentimenti
negativi che proviamo. Ecco la traduzione di qualche
gesto che è meglio evitare.
- Mentre
si parla, nascondere le mani sotto il tavolo
modalità difensiva. Indica un certo timore
delle reazioni dell’altro
- Incrociare
le mani sulla nuca
impazienza. Traduzione libera: ma finiamola!
- In
posizione seduta, posare le mani sulle cosce
attitudine di sottomissione
- Appoggiare
gli occhiali sulla punta del naso e guardare
l’interlocutore da sotto in su
c’è di peggio per esprimere disprezzo?
- Grattarsi
la punta del naso con la punta dell’indice
segno di incompetenza
- Incrociare
le caviglie sotto la sedia
sentimento di frustrazione
- Ridere
nascondendo la bocca con la mano
gesto di fastidio, rivela un temperamento
indeciso
- Incrociare
le gambe di sbieco
attitudine difensiva e di protezione del
territorio
- Appoggiare
le mani alla parte bassa della schiena
attenzione, pregiudizi in vista! Segno di un
individuo immobilista che detesta la novità
- Fissare
la punta delle scarpe, guardare fisso per terra
attitudine depressiva
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