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La ginnastica del cervello

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La memoria

La ginnastica del cervello

con la collaborazione di Anna Fata

Vuoti di memoria, abbassamento delle prestazioni intellettuali, dimenticanze… più passano gli anni, più questi fenomeni diventano fastidiosi. Eppure il cervello si usura solo se si usa poco…

Anche se è vero che dopo la nascita tutti i giorni perdiamo dei neuroni che scompaiono senza venire sostituiti, diversamente da tutte le altre cellule, non c’è ragione di abbandonarsi al panico. All’inizio della vita il cervello contiene decine di miliardi di neuroni, e anche se quotidianamente perdiamo circa centomila cellule nervose, ne restano abbastanza per una vita cerebralmente autonoma fino alla più tarda età. Inoltre, il cervello si modifica in continuazione e quando una rete è in panne o è distrutta, se ne ricostituiscono delle altre. Tuttavia, in presenza di seri e gravi disturbi della memoria la visita medica è d’obbligo. Non bisogna dimenticare che le nostre prestazioni intellettuali possono venire condizionate negativamente da una serie di fattori che provocano tipicamente le dimenticanze e i vuoti di memoria: stress, superlavoro, ansia, depressione, farmaci come i sonniferi, i tranquillanti, gli antidepressivi, gli antiipertensivi, sono tutti elementi che nuocciono alla memoria. Infine, la lotta contro la degradazione delle prestazioni mentali passa inoltre attraverso la lotta contro la degradazione dell’irrorazione del cervello, essenzialmente legata all’arteriosclerosi.

Come si risvegliano i neuroni
Nella maggior parte dei cai l’abbassamento della performance intellettuale rivela semplicemente che il cervello non è abbastanza sollecitato. Come qualsiasi muscolo, anche il cervello deve venire costantemente allenato e le attività monotone, le occupazioni di routine non fanno altro che mobilitare sempre le stesse regioni cerebrali, con il risultato di far addormentare le altre. Infatti la stimolazione intellettuale contribuisce molto a preservare le capacità di riflessione e la memoria, e dopotutto far lavorare i neuroni non solo non è faticoso, ma può essere addirittua divertente: basta giocare a Scarabeo, fare i cruciverba o gli anagrammi, giocare a dama, a scacchi, a bridge o a qualunque altro gioco di logica o di strategia. La memoria è un “muscolo” da sollecitare in ogni momento della vita quotidiana, per esempio sforzandosi di imparare a memoria i numeri di telefono che si usano più spesso, o consultando l’agenda degli appuntamenti solo dopo essersi sforzati di ricordare i propri impegni. Ma la memoria si allena anche raccontando i propri ricordi, o cercando di memorizzare una poesia o una canzone.

“Fa bene alla memoria”: vero o falso?
Mangiare pesce, dormire poco… in materia di memoria le leggende sono davvero tante, e molte sono da dimenticare…

per non dimenticare bisogna dormire
vero
. Dormire bene è indispensabile per il buon funzionamento della memoria. Durante le fasi del sonno paradossale, quando l’attività cerebrale notturna è alla sua massima intensità, i neuroni classificano e organizzano le informazioni ricevute durante il giorno. Se si perde una di queste due o tre fasi notturne il consolidamento dei ricordi è compromesso.

fare le cruciverba aiuta la memoria
vero e falso
. Il cervello non è un muscolo, e fare le parole crociate o imparare a memoria una lista di parole non fa “gonfiare” la memoria. Per contro, il lavoro intellettuale la stimola e la mantiene, perciò leggere, scrivere, capire, comunicare – va bene tutto per far restare attive le vie neurali della memoria, perché un neurone pigro scompare più facilmente di un neurone attivo

mangiare il pesce è fondamentale
falso
. Contrariamente a una credenza diffusissima, l’effetto benefico del pesce (ricco di fosforo) sulla memoria non è mai stato dimostrato. Lo stesso vale per il magnesio e per il calcio. Detto questo, tutto ciò che è buono per il corpo è buono per il cervello, e quindi è buono per la memoria. Un’alimentazione sana ed equilibrata gioca un ruolo importante nel nutrimento del cervello, apportandogli tutti i nutrienti necessari al suo buon funzionamento

fumare uno spinello è più nocivo per la memoria che bere l’alcool
falso
. L’alcool in dosi elevate può provocare in pochi anni delle lesioni irreversibili dei neuroni del cervello, infatti nei grandi alcoolizzati sono state evidenziate alterazioni della memoria a lungo termine dovute alle lesioni cerebrali. La cannabis condiziona negativamente la memoria a breve termine, e in linea di principio non comporta lesioni. Il suo effetto sulla memoria scompare con l’arresto del consumo. L’ecstasy invece provoca disturbi della memoria degli avvenimenti recenti, e può provocare danni cerebrali gravissimi e irreversibili

lo stress aiuta a dimenticare
vero
. A dosi elevate lo stress ha degli effetti nefasti sulla memoria. Le ricerche hanno dimostrato che i grandi stressati producono un eccesso di glucocorticoidi, che nel tempo alterano l’ippocampo, l’organo del cervello che dirige la memoria. Alcuni grandi depressi e i veterani del Vietnam hanno l’ippocampo atrofizzato. A piccole dosi, lo stress condiziona negativamente la memoria a breve termine

gli antidepressivi provocano amnesie
dipende
. Nella grande famiglia delle benzodiazepine come il Valium, ogni farmaco si comporta in maniera diversa rispetto alla memoria: alcuni agiscono sulla memorizzazione delle informazioni nuove, altri sulla memoria semantica, altri ancora sulla memoria episodica. Se per caso non ti ricordi più con chi hai passato la serata l’altroieri non c’è da preoccuparsi troppo, infatti l’effetto sulla memoria termina quando si sospende il trattamento. E’ certo invece che molti fattori possono provatamente diminuire le capacità mnemoniche, è il caso di malattie come l’Alzheimer, che le condiziona in maniera diretta. Anche l’età è un elemento importante, ma i suoi effetti possono venire contenuti soprattutto con un’attività intellettuale intensa e regolare

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Pagina aggiornata al 08/10/2007

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