Specie prima di una prova
importante, diventa essenziale guadagnare in
efficacia e imparare meglio e più in fretta.
Tuttavia, nonostante tutti gli sforzi, sembra
impossibile ricordare tutto quello che bisognerebbe
sapere. Memoria capricciosa? Qualche trucco per
addomesticarla.
La prima cosa da fare è cercare di capire che tipo di memoria si ha. Ad alcune persone basta
leggere un testo per impararlo ed essere in grado di
ripeterlo, per altre invece è meglio ascoltarlo che
leggerlo; altri ancora per memorizzare hanno bisogno
di scrivere. Nel primo caso si tratta di memoria visiva, nel secondo di memoria
auditiva, e nel terzo di memoria
scritturale. E’ possibile utilizzare questi
tre tipi di memoria in funzione del bisogno, anche
se ciascuno
di noi ne privilegia in genere una rispetto alle
altre. Quando vi capita di non riuscire a
imparare, non
esitate a miscelare le tecniche: leggete ad alta
voce, ricopiate, guardate, e a forza di insistere,
sicuramente imparerete.
Prima o poi tutti noi ci siamo accorti un giorno che la
memoria immediata era improvvisamente meno efficace:
una lezione che sapevamo benissimo e ce la
dimentichiamo proprio prima dell’interrogazione,
una presentazione a cui abbiamo lavorato
intensamente, un discorso di cui avevamo padronanza
perfetta, e d’improvviso, è tutto sparito. Questo
succede perché il
cervello non ha avuto il tempo di fissare
l’informazione, per questo imparare montagne
di cose in tempi brevi è una tecnica alla quale
ricorrere solo nelle emergenze, perché i risultati
sono labili. Le informazioni che invece abbiamo
letto, ricopiato o recitato, o di cui abbiamo
discusso con qualcun altro proprio la sera prima di
addormentarci, si memorizzano da sole durante il
sonno, al mattino si ricordano tutti i dettagli e
sembra di aver imparato più facilmente del solito.
Perciò, anche quando si è stanchi, conviene preparare
l’apprendimento per il giorno
successivo proprio prima di andare a dormire,
ricordandosi che è sempre indispensabile capire
ciò che
si vuole memorizzare, piuttosto
che impararlo meccanicamente. In questo ci
possono aiutare molto i riflessi condizionati, per
esempio in alcuni casi la ripetizione di formule o
frasi fino all’automatismo consente di fissare
definitivamente un’informazione importante.
Altro punto da non trascurare: rispettate i vostri ritmi biologici. Alcune persone “rendono” di
più alla mattina, altre sono al top
solo al pomeriggio, alla sera, o addirittura di
notte, ecco perché è utile, durante la
preparazione, seguire le proprie preferenze
naturali. Tuttavia, al di là delle scelte
personali, diamo qualche suggerimento:
-
la metà della mattina fino all’ora di pranzo corrisponde a un picco
di qualità dell’apprendimento.
In genere, il mattino è il momento
migliore per studiare
-
dopo il pranzo di solito l’attenzione è meno buona, perciò
quando è possibile è meglio concedersi
una piccola pausa di sonno. Bastano
pochi minuti per recuperare energia e
concentrazione
-
intorno alle 15 di solito l’attenzione ritorna da sé, soprattutto
se a mezzogiorno si predilige un
pasto leggero che non induce
sonnolenza
-
i nottambuli sanno quali sono le loro ore migliori, in genere quelle
dopo la mezzanotte quando gli altri
dormono. E’ in questi momenti che
l’eccitazione sale, consentendo una performance
migliore
L’alimentazione
è molto importante per ottimizzare i risultati
dell’apprendimento. Evitate
il consumo di zuccheri rapidi come quelli delle
caramelle, dei dolci, del pane… mentre quelli
lenti del pane intero, pasta, riso, cereali… sono
benefici per la memoria. Infine, un corpo mal
ossigenato impara con difficoltà: non rinchiudetevi
in una stanza per giornate intere in mezzo ai libri,
ma uscite, prendete aria, fate sport. Il tempo “perso” all’esterno verrà
riguadagnato in efficacia di lavoro. E dopo ogni ora
di concentrazione, concedetevi una
piccola pausa.
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ad apprendere, di Daniele Monzani