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Come avere una memoria da elefante

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La memoria

Come avere una memoria da elefante

con la collaborazione di Anna Fata

Meno la usiamo, più peggiora. Per farla restare giovane e al meglio delle sue capacità, la memoria va esercitata facendo lavorare le meningi a più non posso…

Per essere capaci di memorizzare un’informazione e poi di utilizzarla al momento giusto, bisogna fabbricare quella che gli specialisti chiamano “immagine mentale”: l’informazione deve venire elaborata, visualizzata e classificata. Associazioni di idee, frasi rivelatrici, giochi di parole, codificazioni personali, insomma tutti i piccoli trucchi che aiutano a dare senso a un dato per ricordarlo meglio. Senza questi piccoli aiuti non si può infatti memorizzare efficacemente.

Qualche piccolo esercizio quotidiano:

  • attenzione e concentrazione
    quando guardi il telegiornale concentra l’attenzione sui titoli e tenta di ricordarli alla fine delle trasmissione con la maggior quantità possibile di dettagli. Gioca con i puzzle, le cruciverba, i solitari, allenati con gli altri nei tornei di carte, impara l’arte dell’origami

  • rapidità
    esercitati al calcolo mentale, e segui i quiz alla televisione sforzandoti di rispondere alle domande

  • vocabolario
    leggi il più possibile e quando incontri una parola sconosciuta sforzati di cercarne il significato. Come si fa a scuola, cerca poi di utilizzarla nei tuoi discorsi quotidiani. Gioca a Scarabeo o a qualunque altro gioco con le lettere, sforzati di imparare le parole delle canzoni che ti piacciono e delle poesie

  • spirito di osservazione
    guarda le persone che ti circondano e cerca di ricordare come sono vestite, guarda la pubblicità di un giornale e dopo 15 secondi cerca di ricordare il prodotto, la marca, il colore, la scena, o il quadro di un museo con il maggior numero possibile di dettagli. Nei giornali di enigmistica scegli le vignette in cui riconoscere errori o variazioni, quando passeggi sforzati di riconoscere le piante, poi controlla la correttezza delle tue ipotesi

  • logica e organizzazione del pensiero
    se ti piacciono i thriller o i polizischi, sforzati di scoprire chi è il colpevole. Fai una lista di quello che devi fare domani, passa in rivista le tue attività della giornata e classificale in categorie. Cerca di immaginare la piantina della tua casa o la mappa del percorso che segui per andare al lavoro o fare le spese, gioca a battaglia navale

  • creatività e immaginazione
    gioca con i bambini e approfitta della loro fantasia, inventa delle storie che cominciano da una singola frase, e tu devi inventare il seguito, inventa una storia a partire da 5 parole, dipingi, iscriviti a un corso di teatro, di canto, tieni un diario, scrivi poesie

Donne che non dimenticano
La memoria è un’arma a doppio taglio, infatti la capacità femminile di ricordare meglio i momenti ricchi di emozioni fa il paio con una maggiore inclinazione alla depressione. Tutti i dettagli.

Secondo uno studio americano pubblicato dalla National Academy of Science, la memoria emotiva sarebbe alla base di un fenomeno che incontriamo tutti i giorni: gli uomini hanno l’impressione che le donne non dimentichino mai nulla, e le donne temono la smemoratezza maschile, soprattutto riguardo ai momenti romantici. La memoria emotiva, cioè i ricordi a forte tonalità emotiva (gioia, ira, ecc.) sarebbe molto superiore (15%) nelle donne rispetto agli uomini. È questa la conclusione di uno studio condotto negli Stati Uniti: quando un evento viene associato a una forte emozione, le donne lo ricordano con molta più facilità. Secondo il professor Canli della New York University, principale autore dello studio, le donne hanno una migliore memoria “autobiografica” rispetto agli uomini, in altri termini le donne si ricorderebbero meglio tutti gli eventi che le rigurdano, mentre gli uomini tenderebbero a ricordare con più efficacia i fatti che non li coinvolgono direttamente. Canli ritiene che questa particolarità femminile potrebbe spiegare perché le donne sono più soggette alla depressione, proprio grazie alla loro capacità di richiamare i ricordi spiacevoli che gli uomini tendono invece a dimenticare rapidamente – ripetizione che favorirebbe gli stati depressivi.

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Pagina aggiornata al 03/03/2008

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