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Meno
la usiamo, più peggiora. Per farla restare giovane
e al meglio delle sue capacità, la memoria va
esercitata facendo lavorare le meningi a più non
posso…
Per
essere capaci di memorizzare un’informazione e poi
di utilizzarla al momento giusto, bisogna fabbricare
quella che gli specialisti chiamano “immagine
mentale”: l’informazione deve venire
elaborata, visualizzata e classificata. Associazioni
di idee, frasi rivelatrici, giochi di parole,
codificazioni personali, insomma tutti i piccoli
trucchi che aiutano a dare senso a un dato per
ricordarlo meglio. Senza questi piccoli aiuti non si
può infatti memorizzare efficacemente.
Qualche
piccolo esercizio quotidiano:
Secondo
uno studio americano pubblicato dalla National
Academy of Science, la
memoria emotiva sarebbe alla base di un fenomeno
che incontriamo tutti i giorni: gli uomini hanno
l’impressione che le donne non dimentichino mai
nulla, e le donne temono la smemoratezza maschile,
soprattutto riguardo ai momenti romantici. La
memoria emotiva, cioè i
ricordi a forte tonalità emotiva (gioia, ira,
ecc.) sarebbe molto superiore (15%) nelle donne
rispetto agli uomini. È questa la conclusione di
uno studio condotto negli Stati Uniti: quando un
evento viene associato a una forte emozione, le
donne lo ricordano con molta più facilità. Secondo
il professor Canli della New York University,
principale autore dello studio, le
donne hanno una migliore
memoria “autobiografica” rispetto agli
uomini, in altri termini le donne si ricorderebbero
meglio tutti gli eventi che le rigurdano, mentre gli
uomini tenderebbero a ricordare con più efficacia i
fatti che non li coinvolgono direttamente. Canli
ritiene che questa particolarità femminile potrebbe
spiegare perché le donne sono più soggette alla
depressione, proprio grazie alla loro capacità di
richiamare i ricordi spiacevoli che gli uomini
tendono invece a dimenticare rapidamente –
ripetizione che favorirebbe gli stati depressivi.
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