La
noia, come già ampiamente spiegato, è
un’emozione, ma è anche una motivazione. Anche
un’emozione prevalentemente ‘negativa’, intesa
come disagio, malessere, dolore, quale è la noia,
può rappresentare lo sprone per comportamenti
migliori di quelli che l’hanno provocata. Essa non
è solo un sintomo, un segnale, ma è anche energia,
attivazione, spinta propellente. Essa rappresenta
una sofferenza per il futuro, verso una tensione
spirituale, una costrizione al cambiamento, che è
tanto più intensa, quanto più forte è la noia. La
noia rende la vita insopportabile, ma rappresenta
anche uno stimolo per cambiarla. Si tratta di
ritrovare il significato delle proprie esperienze,
della propria vita, anche, eventualmente, in una
dimensione spirituale, di qualunque tipo si tratti.
E la noia rappresenta l’indicatore che tale
cambiamento risulta quantomai necessario.
L’immaginazione,
in questo senso, se, per certi versi, può aiutare
nel trovare nuove soluzioni, nuovi punti di vista,
per altri, nel momento in cui diventa pervasiva e si
sostituisce al mondo reale, rischia di fare perdere
il contatto con la realtà concreta e ri-crea un
mondo un mondo chiuso in se stesso, che ricalca
quello esterno, come un surrogato.
La soluzione può scaturire
solo da dentro di noi, dalla riflessione e dalla
ricerca di ciò che ci appare maggiormente
significativo e degno di interesse, senza essere
necessariamente nuovo o di grande impatto.
Riscoprire le piccole, grandi cose, questo è
l’obiettivo.