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Gli ormoni della giovinezza

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Che cosa sono gli ormoni?

Gli ormoni della giovinezza

di Chiara Galli

Dopo i supplementi a base di vitamine e antiossidanti, la rivoluzione anti-invecchiamento può ora contare su un appoggio nuovo: la DHEA, la melatonina e il GH (Growth Hormone, ormone della crescita). Vietati in molti paesi, liberamente disponibili in altri, non sono mai stati sperimentati a sufficienza per garantirne l’efficacia, e soprattutto l’innocuità a lungo termine.

  • la DHEA (deidroepiandrosterone) è un ormone naturale sintetizzato dalle ghiandole surrenali, ed è un precursore della sintesi ormonale come il testosterone, gli estrogeni e il progesterone. Al suo tasso massimo intorno ai 24 anni di età, diminuisce progressivamente per tutta la vita e raggiunge un livello di produzione prossimo allo zero intorno ai 75. In laboratorio la DHEA è prodotta per biosintesi a partire da una saponina vegetale chiamata diosgenina. Agli inizi degli anni ’60 alcuni scienziati stabilirono un nesso tra la riduzione della produzione di DHEA e l’invecchiamento, ma come detto, efficacia e innocuità, soprattutto a lungo termine, non sono garantite.

effetti presunti:, sono numerosi, e tra questi troviamo: rallentamento dell’invecchiamento con aumento della massa muscolare; ringiovanimento della pelle; stimolazione della memoria, dell’appetito sessuale e delle difese immunitarie; protezione da- e miglioramento delle malattie cardiovascolari, dell’osteoporosi, di alcuni tipi di tumore, della depressione, dell’AIDS e della sclerosi a placche

effetti dimostrati: a oggi sono solo tre: ringiovanimento della pelle, miglioramento della mineralizzazione ossea, e aumento della libido, soprattutto nelle donne di più di 70 anni

effetti secondari: negli Stati Uniti il consumo anarchico di DHEA è sospettato di causare danni gravissimi, tra i quali lo sviluppo di alcune forme tumorali; la tolleranza al farmaco è in genere buona a un dosaggio di 50 mg/giorno; gli effetti a lungo termine sono sconosciuti

controindicazioni: la DHEA non è indicata per le persone che hanno meno di trent’anni, per le donne in gravidanza o durante l’allattamento, per chi soffre di tumore del seno o dell’utero, delle ovaie o della prostata

  • la melatonina è un ormone secreto da una piccola ghiandola del cervello, la ghiandola pineale o epifisi. La particolarità di questo ormone consiste nella sua produzione esclusivamente notturna, con un picco verso le 2-3 del mattino; per questa ragione viene chiamato a volte ormone del sonno. Con la mediazione della melatonina la ghiandola pineale informa il cervello riguardo alla durata del buio e della luce lungo tutta la giornata, e lungo tutto l’anno. Questa secrezione notturna influenza profondamente i nostri ritmi e le nostre funzioni biologiche, e la sua carenza provoca alcuni disturbi, tra i quali il più noto è il disturbo affettivo stagionale, o SAD (Seasonal Affective Disorder). Identificata negli Stati Uniti nel 1958 da dr. Aaron B. Lerner dell’università di Yale, la melatonina diventa famosa negli USA a partire dal 1995. I ricercatori Reiter e Robinson pubblicano due libri sull’argomento, e una intensa campagna mediatica ne fa dei veri best-sellers. Soprannominata “ormone miracolo” tanto smisurate sono le sue promesse, la melatonina non si limiterebbe a prevenire molte malattie, ma avrebbe virtù antiossidanti e combatterebbe l’invecchiamento.


effetti presunti: oltre a intervenire efficacemente nel recupero dalle differenze dei fusi orari, su alcuni disturbi del sonno e sulla depressione, si ritiene che la melatonina sia in grado di riparare il sistema immunitario, rinforzare le capacità sessuali, combattere l’Alzheimer, proteggere dalle patolgie cardiache, contrastare i danni dei radicali liberi e lottare contro l’invecchiamento. Le si attribuiscono inoltre numerose proprietà terapeutiche, soprattutto nel trattamento del cancro. La maggior parte di queste proprietà è stata evidenziata in diversi modelli sperimentali, ma per molte di esse la validità nell’uomo deve ancora essere confermata

effetti dimostrati: l’efficacia della melatonina è indubbia nel favorire il rapido superamento del jet-lag, e alcune ricerche hanno dimostrato la sua probabile efficacia anche nel trattamento di alcuni disturbi del sonno, soprattutto negli anziani, nelle persone affette da un handicap visivo o neurologico grave, e nei malati di alcuni disturbi mentali. E’ stato osservato anche un effetto antiossidante, ma solo a seguito di assunzione di melatonina in forti dosi

effetti secondari: a breve termine, sono stati osservati più di 35 tipi di effetti secondari successivi al consumo di melatonina, in gradi diversi e in funzione del dosaggio: disturbi digestivi, pesantezza e stato confusionale al risveglio, mal di testa, vertigini, febbre, visione disturbata, depressione temporanea. A dosi superiori a quelle della concentrazione normale nell’organismo, si rischia di alterare tutto il sistema ormonale creando l’equivalente di un’oscurità permanente. Oggi ci si interroga anche sui possibli effetti della melatonina sulla retina, gli organi sessuali e l’apparato cardiovascolare

controindicazioni: alcune persone non dovrebbero mai assumere melatonina, tra queste quelle affette da una malattia autoimmune, le donne incinte o che cercano di esserlo, le donne che allattano, le persone affette da allergie gravi, quelle che soffrono di disturbi neurologici o psichiatrici. Sconsigliata nel caso di linfomi, leucemia e cancro dell’ovaio. La melatonina può interagire con alcuni farmaci quali i sedativi, i tranquillanti e gli antidepressivi

  • l’ormone della crescita (GH, Growth Hormone) è secreto da una ghiandola del cervello, l’ipofisi. Agisce sulla crescita e sul metabolismo, e uno dei suoi più importanti effetti consiste nello stimolare la crescita delle ossa e delle cartilagini: è questo l’ormone che ci fa “diventare grandi”. Il GH ha inoltre la proprietà di accelerare la combustione dei grassi di riserva, e di aumentare la fabbricazione di nuovi tessuti, in particolare dei muscoli. La secrezione del GH raggiunge il suo picco intorno a 13-14 anni di età, per poi declinare per tutto il resto della vita. L’utilizzo terapeutico dell’ormone della crescita è noto da decenni per il trattamento di alcune condizioni legate alla diminuzione patologica di questo ormone. Tra l’altro viene impiegato nei bambini la cui condizione medica può impedire una crescita normale, come l’incapacità di produrre l’ormone della crescita, una malattia renale, la sindrome di Prader-Willi e la sindrome di Turner. Il GH è impiegato anche per gli adulti che presentano ritardi di crescita, e per trattare le sindromi di deperimento legate all’HIV

effetti presunti: le virtù attribuite all’ormone della crescita sono numerose – miglioramento della forma fisica, della qualità della pelle, del tono energetico, dell’umore e della performance sessuale, aumento della massa ossea, diminuzione delle rughe

effetti dimostrati: anche se gli studi di cui si dispone sono ancora poco numerosi, essi hanno tuttavia dimostrato che il GH comporta l’aumento della massa e della forza muscolare, la diminuzione della massa grassa, e l’ispessimento della pelle

effetti secondari: i principali effetti secondari di questo ormone sono la ritenzione idrica, i dolori articolari e muscolari, il gonfiore delle gambe e l’ipertensione arteriosa. Il GH può causare uno squilibrio dell’insulina che può portare al diabete alcune persone a rischio. Il consumo eccessivo può causare acromegalia, una patologia che modifica la struttura ossea della mascella e della fronte, e accresce la dimensione di mani e piedi. Gli effetti a lungo termine sono ancora sconosciuti

controindicazioni: gravidanza e allattamento, allergie, diabete e ipotiroidismo, tumore del cervello. L’ormone della crescita può interagire con alcune medicine, soprattutto con i corticosteroidi, farmaci naturali o prodotti sinteticamente, conformi agli ormoni adrenocorticali

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