“Tutti
cerchiamo la felicità ma senza sapere dove, come
gli ubriachi cercano casa sapendo confusamente che
c’è”,scriveva
Voltaire. Piccole riflessioni sulla felicità, come
coltivarla e come sviluppare quell’intelligenza
della vita che aiuta a vivere meglio.
Gli
amici Che cosa sarebbe la nostra vita senza amici?
Come ha scritto Francis Bacon, “l’amicizia
moltiplica le gioie e divide le pene.” Avere
una rete di relazioni sociali è importantissimo per
la nostra felicità, e il sostegno che ci danno gli
altri è più o meno importante in funzione delle
prove che dobbiamo affrontare:
sostegno emotivo
– un amico condivide la nostra tristezza dopo
un evento negativo, o la gioia di una nostra
vittoria...
sostegno all’autostima
– dagli amici ci sentiamo riconosciuti,
accettati e apprezzati...
sostegno informativo
– stiamo cercando lavoro, e un amico ci
segnala un’opportunità…
sostegno materiale
– gli amici ci tengono i bambini quando
vogliamo uscire, i suoceri ci prestano la casa
mentre da noi ci sono i muratori…
Gli
amici si vedono nel momento del bisogno Secondo
Steven Pinker l’amicizia avrebbe una vera e
propria funzione, anzi, ci sarebbe una risposta
emotiva che sembra concepita appositamente per
scartare i falsi amici. “Quando ci troviamo
nel massimo bisogno, una mano tesa ci colpisce
profondamente. Siamo commossi, non dimentichiamo più
la generosità e ci sentiamo in dovere di dichiarare
all’amico che ricorderemo per sempre il suo gesto.
Gli amici si vedono nel momento del bisogno perché lo
scopodell’amicizia,
in termini evoluzionistici, è
di salvarci in quei momenti difficili in cui
nessun altro si prenderebbe la briga di farlo.”
Se gli amici ci rendono
felici, anche noi rendiamo felici loro. Ma ancora
una volta, l’avere o non avere amici ’veri’
dipende molto dal nostro carattere. E anche
dall’ambiente, dal gruppo di appartenenza…
Quali
amici? Judith
Viorst e le sue amiche si sono divertite a
classificare i tipi di amicizia possibili,
soprattutto in funzione del grado di intimità che
è possibile creare.
Gli
amici di convenienza. Sono sostanzialmente
le persone con le quali scambiamo piccoli
favori: ci tengono il gatto quando andiamo in
vacanza, portano i nostri figli a ginnastica
quando siamo malati, e così via. E lo stesso
facciamo noi per loro. Con gli amici di
convenienza non diventiamo mai molto intimi e
non diciamo mai ‘troppo’ di noi
Gli
amici con interessi speciali. Sono persone
con cui condividiamo attività o interessi:
sport, impegno politico, palestra… Possiamo
essere coinvolti nell’amicizia con loro per
via degli interessi comuni, ma raramente ne
diventiamo intimi
Gli
amici storici. Sono amicizie di lunghissima
data, che sopravvivono anche a separazioni
temporanee e grandi distanze geografiche perché
rappresentano una parte intima e vitale di noi,
e noi di loro
Gli
amici di strada. Sono importanti perché
hanno condiviso con noi un periodo, un lavoro,
un luogo, una fase della vita: come con gli
amici storici, con loro forgiamo legami forti
anche se gli incontri sono rari, perché
conserviamo nei loro riguardi un’intimità
sopita ma sempre pronta a risvegliarsi nelle
rare ma importanti occasioni di incontro
Gli
amici di un’altra generazione. Con loro si
crea un’intimità tenera, ma disuguale.
Ciascuno ha il suo ruolo, gratificante di per sé.
Possiamo così godere delle fertili disparità
che esistono tra generazioni ed esperienze
diverse
Gli
amici intimi.
Si tratta di rapporti di profonda intimità: a
questi amici riveliamo parti nascoste di noi,
dei nostri sentimenti e pensieri e aspirazioni,
delle nostre paure, delle nostre fantasie e dei
nostri sogni. Con loro abbiamo il coraggio e la
fiducia di mostrarci per quello che siamo,
sicuri che tenderanno sempre a vedere prima le
nostre virtù che i nostri difetti