“Il
fine ultimo di ogni vicenda d’amore… è davvero
più importante di tutti gli altri fini della vita
umana e perciò merita in pieno la profonda
serietà con la quale lo si persegue.”
Arthur Schopenhauer
Indagini
e studi confermano che le
persone sposate vivono meglio e più a lungo.
Insomma, nella vita coniugale risiederebbe uno dei
grandi segreti di benessere e longevità.
L’affetto, la sicurezza e la sensazione di
rassicurante continuità che il matrimonio ci fa
provare anche dopo che la passione è evaporata,
possono senz’altro rappresentare una fonte
importante di felicità. Il 52% degli Italiani dello
studio che segue ambisce
a un legame stabile, preferibilmente sancito dal
matrimonio; solo il 13% degli Italiani è ‘antimatrimonio’,
e si tratta di persone spesso celibi. E per quasi
tutti gli intervistati, indipendentemente dalla loro
visione del matrimonio, l’amore
trionfa:è l’amore la grande molla che
avvicina le persone in cerca di felicità.
Gli
Italiani e il matrimonio
Non tutti
guardano al matrimonio con gli stessi occhi: ecco le
tipologie emerse da uno studio di Donata Francescato.
-
I
tradizionalisti (32%)
ritengono che il matrimonio sia
la forma preferenziale di vita familiare, hanno
un’opinione negativa della convivenza e
approvano il divorzio solo per casi gravi
-
I
moderati (20%) hanno opinioni simili ai
tradizionalisti, ma le loro convinzioni sono
meno rigide: preferiscono il matrimonio, ma
non stigmatizzano la convivenza. La stabilità
dell’unione è considerata un fattore
relativamente importante
-
I
romantici (11%) esaltano l’amore quale
essenza fondamentale del matrimonio, ed
escludono che il matrimonio possa logorare
l’amore. Il fine del matrimonio è il
benessere e la felicità della coppia, e il
rapporto può avere stabilità relativa
-
I
moderni (24%) sono simili ai romantici, ma
danno meno importanza al matrimonio come
garante della continuità del rapporto,
l’amore ha un peso determinante (83%) e
rimane l’unica garanzia per la durata
dell’unione, che può essere sciolta con un
semplice accordo tra i partner
-
Gli
antimatrimonio (13%)
rifiutano il matrimonio come istituzione,
utile tuttalpiù per convenienza sociale. La
convivenza è la forma preferita di unione, e
la stabilità del rapporto dipende solo dal
consenso dei partner. Gli appartenenti a
questo gruppo sono spesso celibi
Gli
Italiani e l’amore
L’amore è universalmente
considerato una fonte
di felicità e di piacere, anzi forse oggi
molto più che in passato: questi sono i dati,
per certi versi sorprendenti, dell’ultimo
rapporto Censis:
| |
Maschi
%
|
Femmine
%
|
Totale
%
|
|
Sono
attualmente innamorati
|
79.0
|
66.1
|
72.3
|
|
Sono
stati innamorati una sola volta
nell’arco della vita
|
39.8
|
50.3
|
45.2
|
|
Sono
stati innamorati più di una volta
nell’arco della vita
|
58.4
|
47.7
|
52.9
|
| (valori
in %) (Fonte: CENSIS, Rapporto annuale
2000)
|
Sembra
cambiata anche la visione del rapporto tra sesso
e sentimenti: più
amore e meno carne… e infatti non a caso
il titolo di questa indagine era ‘La nuova
centralità dei sentimenti nelle opinioni degli
Italiani’
|
|
Maschi
%
|
Femmine
%
|
Totale
%
|
|
Non
è possibile separare l’amore e il
sentimento dal sesso
|
44.5
|
67.8
|
56.5
|
|
La
più importante funzione della sessualità
è quella di consentire una piena
espressione del proprio sentimento per
il partner e di consentire una maggiore
vicinanza e conoscenza del partner
|
54.3
|
59.9
|
57.2
|
| (valori
in %) (Fonte: CENSIS, Rapporto annuale
2000)
|
Le
ricompense dell’amore
Secondo uno studio americano, chi ama ed
è ricambiato può sperimentare fino a sei
‘ricompense’ diverse:
momenti
di esaltazione;
secondo una ricerca dello psichiatra Fehr
condotta simultaneamente su giovani uomini e
donne negli Stati Uniti e in Australia, queste
sono le sensazioni descritte dagli innamorati:
euforia, eccitazione, voglia di ridere,
contentezza
sentirsi
capiti e
accettati; quando sono innamorati e
ricambiati, uomini e donne possono sentirsi
pienamente compresi, amati, accettati e
apprezzati
senso
di unione; chi ama prova la sensazione di
essere tutt’uno con la persona amata
sicurezza;
quando sono con qualcuno che amano, le persone
si sentono più sicure e protette
trascendenza;
l’amore sembra rendere le persone capaci di
superare i propri limiti, o convincerle di
poterli superare
benefici
per il sistema
immunitario; l’amore fa bene alla salute?
Sì, secondo una ricerca danese.
Confrontando
i campioni di sangue di studenti innamorati e
non innamorati, Smith e Hoklund hanno verificato
che il sistema immunitario di quelli innamorati
era al massimo della sua potenza, e che questa
diminuiva drasticamente, mettendo la loro salute
in pericolo, quando avevano problemi amorosi o a
seguito di una grossa lite con il partner
L’amore
al meglio
In sé, matrimonio e convivenza non garantiscono
la felicità: molto
dipende anche da noi. Studiando le ragioni
per le quali le persone si uniscono e poi si
separano, è possibile ricostruire un profilo
delle ‘scelte fallimentari’, e le
statistiche sembrano dimostrare che sono più
votate al fallimento le relazioni iniziate su
presupposti fragili. In proposito, questi sono i
dati raccolti da Donata Francescato:
Le
‘scelte infelici’
Nella nostra scelta del partner ci sono elementi
che più probabilmente di altri ci condurranno
alla delusione: “essere stati attratti
principalmente dall’aspetto fisico del
partner; averlo considerato il proprio partner
ideale; aver pensato che la vita sarebbe stata
impossibile senza il compagno; essere stati
convinti che il rapporto sarebbe durato per
sempre; essersi sposati o aver iniziato a
convivere perché ‘innamorati’, ritenere che
nessuna
aspettativa è andata delusa nel rapporto, o
al contrario, che tutte
le aspettative sono andate deluse.”
Chi
soffre di più dopo la separazione?
“Ciò che emerge da queste prime differenze è
il maggior investimento emotivo dei separati
a rischio rispetto agli altri soggetti:
l’essere innamorati, e al tempo stesso
dipendenti dall’oggetto d’amore, la tendenza
ad avere una concezione “romantica” del
rapporto di coppia, e una maggiore fragilità
emotiva. Abbastanza spesso i separati a rischio
considerano il loro vecchio matrimonio come un
“luogo
idilliaco”, oppure, al contrario, un “luogo
infernale” dove tutte le speranze sono
andate bruciate.”
Amore
e realismo
Se ci gettiamo nelle relazioni sentimentali a
corpo morto sperando di trovarci tutte le
felicità e tutte le compensazioni possibili,
siamo su una strada pericolosa. L’ideale è
una miscela di sentimenti
forti
e di aspettative
ragionevoli –
la sola condizione che probabilmente consente a
una coppia di superare le inevitabili crisi e di
entrare in quello che Kernberg chiama “l’amore
maturo”: “quando, nel corso degli anni,
si diventa più capaci di amare
profondamente e di apprezzare realisticamente un’altra
persona come parte della propria vita personale
e sociale, si può scoprire che altri potrebbero
essere partner ugualmente soddisfacenti e
persino migliori. La
maturità emotiva, dunque, non garantisce
una stabilità aconflittuale alla coppia: un
profondo impegno verso un’altra persona e
verso i valori e le esperienze di una vita
vissuta insieme arricchirà e proteggerà la
stabilità della coppia, ma se conoscenza e
consapevolezza di sé sono davvero profonde,
ciascuno dei due partner potrà provare di tanto
in tanto il desiderio di altre relazioni, e farà
una serie di rinunce.
Ma
anche la
rinuncia e il desiderio possono aggiungere
profondità alla vita dell’individuo e della
coppia, e riportare desiderio, fantasie e
tensioni sessuali all’interno della relazione
di coppia può costituire un’ulteriore oscura
e complessa dimensione della vita
amorosa. In ultima analisi, tutte le
relazioni umane devono finire e la minaccia di
perdita, di abbandono e infine di morte è tanto
più profonda quanto più profondo è l’amore:
e anche
questa consapevolezza contribuisce ad
approfondirlo.”