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Mai
perdere la speranza. Il mercato delle disfunzioni
sessuali femminili potrebbe valere
1,7 miliardi di dollari nel 2008 secondo le
stime della Decision Resources, ma se l’industria
farmaceutica riuscisse a produrre trattamenti
femminili specifici ed efficaci questa cifra
esorbitante potrebbe ancora aumentare. Se il Viagra
funziona su un campo troppo limitato ci possono
essere altri modi per trattare i disturbi
dell’eccitazione, che spesso comprendono problemi
di lubrificazione e l’incapacità di rilassare a
dovere i muscoli della vagina. “I composti che
mirano al tessuto erettile (come il clitoride)
colpiscono solo metà del bersaglio”, secondo il
presidente della Zonagen di The Woodlands, in Texas.
La Zonagen ha speso miliardi in ricerca per la
produzione di due composti equivalenti, il Vasomax
per gli uomini e il Vasofem per le donne, che agiscono
direttamente sul cervello. Entrambi contengono
fentolamina mesilato, un agente capace di bloccare
l’azione dell’adrenalina - un ostacolo non da
poco nell’erezione dei peni
(e dei clitoridi) capricciosi. In una delle
prove condotte in un’unità di studio in Messico,
il Vasofem si è rivelato efficace su quasi tutte le
donne del campione, migliorando il flusso sanguigno
a clitoride e vagina e promuovendo la lubrificazione
e la sensibilità locale. Ma la FDA non ha mai
rilasciato l’approvazione, e gli studi sul Vasomax
e sul Vasofem sono conclusi.
I due prodotti non arriveranno mai sul mercato
perché la fentolamina è associata (nei ratti) a un
tipo particolare di tumore.
A
base del vasodilatatore alprostadil, l’Alista™
dovrebbe garantire alla Vivus che lo ha brevettato
un fatturato annuale di circa 400
milioni di dollari. Impiegato per il trattamento
della disfunzione erettile maschile con
somministrazione transuretrale o peniena o in crema,
l’alprostadil è una forma sintetica della prostaglandina
E1, una sostanza prodotta dal corpo. Le donne
che hanno problemi nella sfera sessuale devono
semplicemente applicare la crema nell’area
vaginale per aumentare il diametro delle vene locali
e migliorare l’afflusso di sangue durante
l’eccitazione.
domande
& dubbi. Ma perché, si è chiesto
qualcuno, se
il problema più diffuso nelle donne è l’assenza
di
desiderio,
l’industria farmaceutica si ostina a proporre
farmaci che “curano” l’eccitazione o
l’orgasmo? Alcuni medici sostengono che se
l’industria non cambia rotta l’impatto delle cure
della
passione
subirà un drastico ridimensionamento. Tuttavia,
c’è ancora poca conoscenza dell’anatomia e
del funzionamento del piacere femminile: “ci
siamo accorti che questa area è molto più
complessa della disfunzione erettile”, ammette un
portavoce della Pfizer. I meccanismi del piacere
noti per l’uomo e per la
donna sono in qualche modo equivalenti,
perciò un prodotto che “va bene” per il
maschio potrebbe potenzialmente essere indicato
anche per trattare i disturbi sessuali femminili
senza dover ricominciare le ricerche da capo. Ma
oltre che dall’esperienza clinica condotta sino
a oggi, questa aspettativa viene smentita anche da
un fatto
che contraddice le
attese
del mercato: se è vero che le baby-boomers
stanno entrando in menopausa e che saranno sempre
più numerose in tutto il mondo, statistiche e
proiezioni ci ricordano che la
maggiore minaccia alla soddisfazione
sessuale
femminile deriva dalla solitudine:
quasi la metà delle donne oltre i 60 anni è sola
e non trova (né troverà) un compagno…
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