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La
FDA ha approvato uno strumento per la “terapia
clitoridea” dal nome suggestivo. Eros, prodotto
dalla UroMetrics di St. Paul, Minnesota, assomiglia
a una maschera a ossigeno collegata a una batteria.
Appoggiato sul clitoride, Eros simula
l’esperienza del sesso orale fornendo una
delicata suzione che stimola l’afflusso di sangue,
provocando eccitazione. L’intensità dello stimolo
è regolabile, e i casi più resistenti possono
scegliere la suzione
pulsata.
Senza la pretesa di sostituire un vibratore, Eros si
è dimostrato capace di provocare l’orgasmo in
alcune donne anzi, ha detto il presidente della
società, “alla fine delle prove cliniche abbiamo
fatto fatica a farcelo restituire”. Fiera del
risultato, la UroMetrics sta studiando un
telecomando collegato chirurgicamente ai nervi della
spina dorsale – un semplice segnale, et
voilà.
la
Eros-therapy. La UroMetrics suggerisce di
usare Eros sia in preparazione al rapporto, sia (a
fini terapeutici) durante la masturbazione.
Leggero e facile da usare, Eros è
vendibile
solo su ricetta medica. Uso raccomandato:
“nella privacy della vostra casa, 3-4 volte alla
settimana sono sufficienti per raggiungere il
massimo beneficio offerto da Eros. Pensate a Eros
come a una routine
per riportare ai livelli ottimali il flusso
sanguigno al clitoride e ai genitali, e per
aumentare la soddisfazione sessuale nel suo
insieme… Eros non
ha effetti collaterali”.
Come funziona Eros? La CAREss
cup viene posta sul clitoride, e quando viene
acceso, lo strumento crea un vuoto che aumenta il
richiamo di sangue all’area genitale,
provocando: aumento della sensibilità genitale e
clitoridea, aumento della lubrificazione, aumento
della capacità orgasmica, aumento della
soddisfazione sessuale. “Eros è adatto a te se
mostri uno o più di questi sintomi: secchezza o
diminuita lubrificazione vaginale, diminuita
capacità sensoriale del clitoride, difficoltà o
incapacità orgasmica”. Costo: US$360.00
Tentativo
per ora unico di trattare
i disturbi della sessualità femminile in maniera
non farmacologica, Eros è stato sperimentato
nei centri pilota sia su donne affette da disturbi
dell’eccitazione, sia su donne non affette, con
l’obiettivo di valutare la sicurezza e
l’efficacia del trattamento nell’aumentare
l’eccitazione soggettiva. Da uno degli studi, del
quale riportiamo i risultati, sono state escluse le
donne che avevano una storia di depressione o di
abuso sessuale, che soffrivano di disturbo da
desiderio ipoattivo, di diabete o di dispareunia
(dolore durante i rapporti), partendo dal
presupposto che “nessun
trattamento farmacologico o meccanico sarà mai
efficace per una donna le cui preoccupazioni
riguardo alla funzione sessuale sono basate su
fattori relazionali o emotivi”. Dai risultati
della compilazione del Female
Intervention Efficacy Index (FIEI) sviluppato
dalle sorelle Berman, emergono questi parametri:
risultati
dopo l’uso di Eros |
sensa-
zione |
donne
con
FSAD*
(%) |
donne
senza
FSAD*
(%) |
|
orgasmo
|
donne
con FSAD*
(%) |
donne
senza
FSAD*
(%) |
|
| soddisfazione
sessuale |
donne
con FSAD*
(%) |
donne
senza
FSAD*
(%) |
|
lubrifica-
zione |
donne
con FSAD*
(%) |
donne
senza
FSAD*
(%) |
|
| più
di prima |
100 |
78 |
56 |
40 |
94 |
20 |
81 |
40 |
| uguale
a prima |
0 |
22 |
44 |
60 |
6 |
80 |
13 |
50 |
| meno
di prima |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| non
sa |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
6 |
10 |
| FSAD*
= Female Sexual Arousal Disorder (disturbo
dell’eccitazione sessuale femminile) |
sex
& the city: è finita?
Glamour
e frivolezza sono ancora valori americani, ma si
salta
meno da un letto
all’altro,
ci si arriva meno in fretta e con speranze
diverse. Prima dell’11 settembre moltiplicare
gli amanti era considerato molto trendy,
e le donne andavano a caccia di compagnia come
fanno gli uomini. Soprattutto nella città degli
eccessi le parole sicurezza,
famiglia e
comunità
le usavano solo i politici e qualche pastore
durante le funzioni. Ma
i tempi sembrano cambiati, e
con loro anche loro anche le donne. “Chi mi
terrà la mano se arriva un altro 11
settembre?”, si chiede una ragazza intervistata
per il sondaggio New York & Metro TV. 36
giovani newyorkesi su 100 sono molto più
interessate al matrimonio di prima, il 32%
sogna di costruirsi una famiglia e il
42%
vuole una relazione seria. Come sempre, al
cambiamento delle aspirazioni si adeguano anche i
comportamenti: il 58%
preferisce trascorrere una tranquilla serata in
casa piuttosto che uscire, e la massima priorità
dopo gli attentati non è più il sesso sfrenato
modello serial
TV, ma “farsi
le coccole”. Secondo gli psicologi l’11
settembre non ha cambiato solo le donne, ma anche
gli uomini: ora ben il 26% dei giovani vuole
costruirsi una famiglia, e al più presto.
“Alcuni sono diventati ancora più egocentrici,
ma nell’insieme la gente ha una gran voglia di
investire nelle relazioni”; secondo la psicologa
Hogman la paura di perdere tutto in un secondo ha
scatenato la voglia di apprezzare
di più ciò che
si ha già, di “trovare un senso alla
propria vita” e di flirtare meno,
ma
meglio.
Il bisogno di andare al nocciolo delle cose si
traduce in due tendenze opposte: “forse oggi
uscirei con un ragazzo calvo, forse perfino con un
disoccupato” – un cambiamento non da poco in
una città dove le
donne sono
esigentissime:
gli uomini devono
avere un lavoro, devono
guadagnare almeno 100 mila dollari all’anno, e devono
pagare tutto - un uomo che al ristorante paga
solo la sua parte è condannato a una solitudine
senza scampo… “Invece io ho deciso di non
perdere più tempo in relazioni che so già che
non funzioneranno. Sto diventando sempre più
selettiva, e sempre più in fretta: o va, o non
va. Punto”.
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