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Va
ricordato che la possibilità di parlare in termini
scientifici di sessualità e sessuologia appartiene
a tempi recenti: negli ultimi cinquanta anni sono
stati condotti studi sul comportamento sessuale,
sulla fisiologia e la terapia sessuale; ci riferiamo
al lavoro svolto da W. Masters e V. Johnson prima e
da H. S. Kaplan poi, tuttora considerato
fondamentale in questo campo. Il
riconoscimento della sessuologia a livello mondiale
avviene a Ginevra nel 1974, durante una
conferenza nella quale viene stilata una definizione
di salute sessuale, e questo riconoscimento ha
permesso di iniziare ad affrontare il problema
sessuale attraverso la consulenza e la terapia
sessuologica.
Princìpi
fondamentali
Tra le
varie psicoterapie usate in sessuologia la più
diffusa rimane quella proposta da H. Kaplan. Questo
tipo di psicoterapia, dato il suo eclettismo,
ricorre a diverse tecniche che opportunamente
combinate possono produrre validi risultati per
sbloccare situazioni patologiche attuali e di più
antica formazione. Anche i terapeuti di coppia e gli
psicoanalisti curano i pazienti il cui disturbo
principale è una disfunzione sessuale ritenendo però
che questi
problemi siano
espressione di conflitti sottostanti, perciò si
pongono come obiettivo la risoluzione di più ampie
difficoltà intrapsichiche e relazionali. Il
sintomo sessuale non viene isolato né viene
trattato direttamente.
Al contrario, nella
terapia sessuale il
bersaglio iniziale del lavoro è la modificazione
della causa e delle difese agite contro la sessualità,
pur riconoscendo e rispettando le molte influenze
intrapsichiche e relazionali che possono nascondersi
dietro i sintomi sessuali. Questa parte, negli
incontri viene trattata solo fino a dove è
necessario affinché si ottenga la
scomparsa del sintomo e una discreta certezza
che questo non si ripresenterà. La tecnica usata
viene denominata “psicoterapia breve” perché il
terapeuta propone ai pazienti una serie di incontri,
di solito settimanali, in un numero limitato di
mesi: da due mesi fino ad un massimo di un paio di
anni.
Il
percorso comprende vari momenti:
-
l’anamnesi, cioè la
ricostruzione della storia del paziente con
particolare riferimento alla sfera sessuale;
-
la definizione del disturbo
sessuale attraverso un’accurata conoscenza
della persona nelle sue potenzialità, risorse,
motivazioni e valori;
-
il contratto che prevede le
proposte operative: numero delle sedute, durata,
costi, compiti;
-
il progetto terapeutico che
è costituito dalle ipotesi di lavoro che il
terapeuta propone al paziente per aiutarlo a
uscire dal proprio disagio
Il trattamento prevede una
parte verbale, cioè la seduta, e una
parte operativa costituita da indicazioni
di comportamenti
sessuali che occupano i tempi tra una seduta e
l’altra. Ogni
disfunzione ha le sue indicazioni e il suo
percorso è costituito da unità di apprendimento
disposte secondo un continuum
a difficoltà crescente con lo scopo di arrivare
alla risoluzione del sintomo. La terapia sessuale può
essere rivolta al
singolo o alla coppia: sta al terapeuta decidere
quale, tra le due situazioni, sia la più
consigliabile in base alle informazioni raccolte nel
primo colloquio.
Anche
il tariffario indicato dall’Ordine prevede tariffe
diverse se la terapia è individuale o di coppia:
nel primo caso si va da un minimo di € 42 a un
massimo di € 93, nel secondo caso da un minimo di
€ 46 a un massimo di € 124. I disturbi sessuali
che vengono trattati riguardano
il ciclo della risposta sessuale costituito da desiderio,
che può essere mancante o presentare una avversione
al sesso, eccitamento
e orgasmo.
In relazione all’eccitamento e all’orgasmo
possiamo avere nella donna una carenza di risposta
sessuale, disfunzioni dell’orgasmo femminile e
vaginismo. Per l’uomo disfunzioni dell’erezione,
eiaculazione precoce ed eiaculazione tardiva.
tra
teoria e pratica.
La terapia sessuologica consiste in genere di una
combinazione di consigli
pratici sulle tecniche sessuali, di psicoterapia
per aiutare la donna a identificare che cosa rende
il sesso piacevole e significativo per lei, e di suggerimenti
su come ridefinire obiettivi sessuali diversi dal
conteggio degli orgasmi. E anche se non esistono
studi controllati sul successo della terapia
sessuologica, l’evidenza sembra suggerire che
“funziona”, anche se per molte donne parlare
di sesso è ancora oggi impensabile. Meglio
chiedere una medicina? Pare di no. Carol
Ellison, psicologa clinica, ha intervistato 2600
americane scoprendo che quelle che lamentano
problemi sessuali “non li associano a qualcosa
di fisico ma allo stile di vita, perché sono troppo
stanche e troppo
impegnate
a far andare avanti la casa, far crescere i
bambini e tenersi stretto un impiego a tempo
pieno”. Sfinite, ingrassate, disinteressate al
sesso, insonni e di umore mutevole: questo è il
ritratto di 60 milioni di americane tra 25 e 55
anni secondo il dr. Boost, autore del best-seller The
Hurried Woman Syndrome.
Sono queste le
prede ideali dell’industria farmaceutica?
Nel loro libro For Women Only,
pubblicato nel 2002, Laura e Jennifer Berman
scrivono: “molte donne ci dicono di essere
imbarazzate che la sessualità sia così
importante per loro, e che non credono di avere il
diritto al sesso perché stanno invecchiando. Le
più giovani ci dicono di essere incapaci o
preoccupate di parlare con il partner dei loro
problemi sessuali. Questi atteggiamenti riflettono
una pressione di lunga data esercitata sulle donne
perché riconoscano il sesso come una parte
importante della loro vita, ma non si sentano in
diritto di cercare una risposta ottimale”
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