Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona notte, oggi è sabato 22 novembre 2008

La risposta sessuale femminile

pubblicità

gli speciali di duepiu.net
 

pubblicità

» vai a:

» indice degli Speciali

Donne sull'orlo del settimo cielo

La risposta sessuale femminile

a cura di Luisella Del Bosco, Alessandro G. Littara e Nada Loffredi

Secondo uno studio pubblicato da Obstetrics & Gynecology, nella capacità delle donne di rispondere agli stimoli sessuali ci sarebbe ben poco di spontaneo. Nelle relazioni a lungo termine, la loro motivazione sessuale è infatti ampiamente condizionata dal grado di intimità con il partner e dal desiderio di aumentare questa intimità il più possibile. L’eccitabilità femminile è un fenomeno complesso strettamente collegato con quanto la donna trova mentalmente eccitante lo stimolo sessuale e il contesto in cui esso ha luogo, e avrebbe invece poco a che vedere con fenomeni fisiologici quali per esempio le variazioni del flusso sanguigno nella zona genitale.

Il modello tradizionale della risposta sessuale umana prevede che pensieri e fantasie a sfondo sessuale diano il via all’eccitazione, seguita dall’orgasmo e della fase di risoluzione. Le donne invece preferirebbero aumentare la vicinanza emotiva, l’impegno reciproco, la condivisione, la tenerezza e la tolleranza – e sarebbero proprio queste le ragioni che motivano la loro eccitazione sessuale. Questa eccitazione non è spontanea, ma indotta da stimoli sessuali deliberatamente ricercati – incluso il comportamento tra i partners, la conversazione, la musica, l’erotismo visivo e la stimolazione sessuale diretta. Una volta raggiunta l’eccitabilità, questa a sua volta alimenterà il desiderio di proseguire l’esperienza per motivazioni sessuali, cioè per il piacere, che si aggiungono a quelle emotive. Questa condizione consentirà a stimoli prima rifiutati, per esempio quelli diretti al seno o ai genitali, di essere invece molto graditi.

Il modello proposto dallo studio chiarisce che non solo nella risposta sessuale femminile ci sono molti punti di
vulnerabilità, ma che la motivazione (l’intimità emotiva), è essa stessa precaria. La mera presenza di stimoli sessuali non garantisce l’eccitazione, perché fattori psicologici o più raramente, biologici, possono precludere la ‘corretta’ elaborazione degli stimoli ricevuti: un’ immagine svalutata di sé o del proprio corpo, sensazioni di insicurezza - per esempio il timore di una gravidanza indesiderata - ma anche inesperienza, o emozioni negative in risposta allo stimolo sessuale, sono tutti fattori che possono gravemente inibire l’insorgere dell’eccitazione a seguito degli stimoli. Perfino in presenza di eccitazione e di desiderio, se il risultato è emotivamente o fisicamente negativo, l’intimità della coppia sarà seriamente compromessa.

modelli o norme? Il modo in cui oggi guardiamo alla sessualità femminile fu sviluppato dall’American Psychiatric Association (APA) per il DSM (Diagnostic Statistical Manual, giunto ormai alla sua quarta edizione) del 1980, e poi rivisto successivamente nel 1987 e nel 1994. Lo schema universale delle disfunzioni sessuali umane per entrambi i sessi si sviluppa in quattro categorie: disturbi del desiderio, dell’eccitazione, dell’orgasmo, e disturbi legati al dolore durante il rapporto. Queste disfunzioni si manifesterebbero all’interno di un percorso funzionale “normale” secondo lo schema sviluppato negli anni ’60 da Masters e Johnson, che inizia con lo stimolo e procede in sequenza con il desiderio, l’eccitazione e l’orgasmo. Con gli anni ci si è spesso allontanati da questo modello meccanico della sessualità, per esempio nel 1974 un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità conclude che “un crescente corpo di conoscenze indica che i problemi della sessualità umana sono più pervasivi e più importanti per il benessere e la salute degli individui rispetto a quanto si pensava in passato … la salute sessuale è l’integrazione degli aspetti somatici, emotivi, intellettuali e sociali della persona sessuale”. Nel 1999 la World Association of Sexology promulga la Declaration of Sexual Rights, nella quale si sancisce il riconoscimento, la promozione, il rispetto e la difesa dei diritti sessuali di tutti gli esseri umani:

  • il diritto alla libertà sessuale che esclude ogni forma di coercizione, sfruttamento e abuso

  • il diritto alla autonomia e sicurezza fisica

  • il diritto al piacere inteso come benessere fisico, psicologico, intellettuale e spirituale

  • il diritto a un’informazione sessuale scientifica e al contempo etica, e all’educazione sessuale

  • il diritto alla cura dei disturbi sessuali, sia in forma preventiva, sia in forma terapeutica

Negli anni ’70 la psichiatra Helen Singer Kaplan stabilì che la risposta sessuale femminile si sviluppa in tre fasi successive – desiderio, eccitazione, orgasmo – come una freccia che punta dritta al nirvana, ma secondo alcuni specialisti questo modello non tiene conto delle relazioni tra i vari stadi del piacere. Secondo Shabsigh, “la funzione sessuale femminile non è una linea retta, ma un cerchio che congiunge i quattro punti del desiderio, dell’eccitazione, dell’orgasmo e della soddisfazione”, perciò una turbolenza o un’interruzione in qualunque punto del cerchio condizionano l'atmosfera in tutti gli altri. Nel 2000 il Prof. Rosen dell’Università di Medicina del New Jersey riportava in uno studio la frequenza delle disfunzioni sessuali femminili, così suddivise: desiderio sessuale ipoattivo, colpisce circa il 30% delle donne; disturbi dell’eccitazione, 20%; disturbi dell’orgasmo, tra il 10 e il 15%, dolore durante i rapporti, 10-15%. Ciascuno di questi disturbi interagisce con gli altri, per esempio la minore eccitazione può contribuire al calo del desiderio

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 »

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 11/05/2007

copyright © duepiu.net 2000-2008, tutti i diritti riservati