Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona notte, oggi è sabato 22 novembre 2008

Concludendo...

pubblicità

gli speciali di duepiu.net
 

pubblicità

» vai a:

» indice degli Speciali

Donne sull'orlo del settimo cielo

Anche se le disfunzioni sessuali femminili e maschili sono ben note agli specialisti grazie alla loro frequenza, non esistono studi epidemiologici su larga scala. Cercando di determinare con precisione la frequenza di questi disturbi, due ricercatori americani hanno analizzato cinquantadue lavori pubblicati negli ultimi dieci anni…

Lo studio di Simons e Carey, Prevalence of Sexuel Dysfonctions : Results from a Decade of Research, si proponeva infatti di determinare con precisione la prevalenza dei disturbi sessuali e di valutare la credibilità delle fonti per giungere a conclusioni affidabili sulla base di dati sparsi e spesso contraddittori. Nella donna la difficoltà a raggiungere l’orgasmo riguarderebbe il 4-7% dei soggetti secondo gli studi più ampi e credibili, condotti nel Nordeuropa, mentre uno studio americano riporta la percentuale del 24% di donne incapaci di raggiungere l’orgasmo per almeno qualche mese nel corso del precedente anno. Questa sorprendente differenza potrebbe essere imputata ai criteri di diagnosi, che non sono quasi mai armonizzati tra i diversi studi. I problemi di lubrificazione riportati in tre studi diversi indicano percentuali rispettivamente dello 0%, del 22% e del 41%, ma in queste indagini la metodologia è contestabile. I disturbi del desiderio sessuale riguarderebbero percentuali di donne variabili tra 5 e 46%, secondo i sette studi analizzati, mentre il dolore durante i rapporti sessuali riguarderebbe una percentuale variabile tra il 3 e il 18% della popolazione generale, ancora una volta con metodi di misura molto eterogenei.

Nell’uomo la difficoltà orgasmica riguarderebbe proporzioni variabili tra lo 0 e l’8% in sette studi che si sono occupati dell’argomento, l’eiaculazione precoce riguarda il 4-5% della popolazione, ma la cifra può arrivare al 20% nei soggetti con alcolismo. I disturbi dell’erezione, analizzati in dieci studi diversi, riguardano proporzioni variabili tra lo 0% e il 10% degli uomini, in particolare i soggetti affetti da patologie cardiache, diabete, ipertensione, ulcera, artrite, allergia, tabagismo. Negli individui più avanti ocn gli anni, il 20-52% ammette di avere due volte meno erezioni rispetto all’anno precedente lo studio. Le fluttuazioni delle percentuali riflettono non solo lo stato soggettivo di salute, ma anche i criteri di valutazione: che cos’è un disturbo erettile, nessuna erezione, erezione insufficiente, erezione troppo breve?

Secondo Simons e Carey, solo alcuni degli studi sono scientificamente validi, e le metodologie devono essere perfezionate per ottenere risultati più precisi e più affidabili. Bisogna perciò definire più chiaramente che cosa si sottintende a termini come “disfunzione”, “difficoltà” o “disturbo”. Le diverse definizioni rendono difficili, se non impossibili, i confronti tra le diverse indagini. Infine, secondo i due ricercatori, non si dovrebbe trascurare l’aspetto psicologico del fenomeno. Solo uno studio realizzato nel 1999, tra tutti quelli analizzati, si occupa di questo risvolto del problema. Quando si definisce la difficoltà orgasmica come “incapacità di raggiungere l’orgasmo”, il 22% delle donne dichiara di essere coinvolta, ma solo il 10% dà la stessa risposta quando la definizione proposta associa “l’incapacità di raggiungere l’orgasmo” al fatto che “questa difficoltà venga vissuta come problematica dalla donna”. Questo dimostra quanto i criteri su cui si basano le indagini possono effettivamente modificarne i risultati.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 »

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 11/05/2007

copyright © duepiu.net 2000-2008, tutti i diritti riservati