Nel
corso della nostra vita sono costantemente
all’opera due tensioni opposte: il bisogno di
compagnia e di amore, -e
in generale, di vicinanza agli altri - e il bisogno
di sentirsi indipendenti, soli e autonomi. Come
conciliare queste due aspirazioni? Che cosa possiamo
fare per migliorare i nostri rapporti con gli altri?
Nella
nostra società le relazioni sono onnipresenti
– possiamo essere continuamente collegati a
internet, oppure eternamente reperibili al cellulare
– sembra particolarmente difficile parlare di
solitudine. Spesso associata alla sfera della
patologia, la solitudine si trasforma in un
‘problema’ solo nel momento in cui la
comunicazione con gli altri diventa insufficiente,
oppure quando si perde la consapevolezza degli
aspetti riflessivi, meditativi, creativi
e costruttivi che la solitudine comporta.
La solitudine ci accompagna in
tutte le fasi della nostra vita, in proporzioni
differenti a seconda delle situazioni
e
dei singoli individui. Tra i due estremi
rappresentati dalla solitudine come espressione
della capacità di scegliere di essere soli,
e quello della solitudine come manifestazione
dell’incapacità di stabilire delle relazioni,
esistono sentimenti e percezioni diversi. In questo
senso, si può affermare che esistono molte
solitudini, che esprimono altrettante modalità
di relazione.