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Per
riassumere e concludere, che cosa possiamo imparare
da tutte le considerazioni fatte sin qui?
1.
la capacità di stare da soli si impara fin da
piccoli
2.
la solitudine scelta, come occasione
di introspezione, maturazione, crescita, creatività
ed immaginazione, è ben diversa dalla solitudine subita
passivamente, con i suoi vissuti di depressione,
autocommiserazione, autocritica e isolamento sempre
maggiore
3.
sentirsi soli è alquanto differente
da essere soli: ci si può sentire soli anche
nel mezzo di un gruppo di persone, conosciute e non
4.
il bisogno di essere soli, inteso come
libera scelta, si differenzia dalla capacità
di esserlo. Rifuggire i contatti sociali, infatti,
può anche essere indice di difficoltà relazionali.
E’
possibile, tuttavia, non solo trasformare una
situazione di solitudine fisica imposta in una
condizione di solitudine mentale scelta, come
nei precedenti esempi della prigionia e della
malattia, ma cercare, ove possibile, di sconfiggere
anche quella fisica.
Ecco
alcuni suggerimenti pratici:
-
Riconoscere
il proprio senso di solitudine e accettarlo.
Analizzando il proprio vissuto, ci si potrà
rendere conto che esso è collegato, come spesso
accade, a sentimenti di frustrazione, rabbia e/o
depressione. Questi sentimenti spesso inducono
dei comportamenti che allontanano le altre
persone. Diventare consapevoli delle nostre
emozioni e dei nostri comportamenti è il primo
passo necessario per cambiarli
-
Diventare
più attivi: cercare attivamente la
compagnia delle altre persone, non aspettare
passivamente che esse si rivolgano a noi
-
Cercare
le situazioni che ci consentono di entrare
in contatto con altre persone: iscriversi a
clubs, associazioni di persone che condividono i
nostri stessi
-
Cercare
di sviluppare, gradualmente, le
proprie abilità sociali: salutare, avviare
delle conversazioni e così via
-
Fare
del volontariato: aiutare gli altri innalza
la nostra autostima e ci fa sentire bene con noi
stessi
Quando
ci si trova da soli, impiegare il tempo per fare
qualcosa per se stessi, come leggere un libro,
ascoltare della musica, fare dello sport: un
maggiore senso di benessere può aiutarci a sentirci
meglio innanzitutto con noi stessi e,
conseguentemente, con gli altri.
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