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"Sono gay": se e come dirlo a...

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"Sono gay": se e come dirlo a...

Essere omosessuali significa provare affetto amoroso per le persone del proprio sesso, e questo sentimento si manifesta a vari livelli, compreso quello sessuale: come per l’eterosessualità, la sfera sessuale è una sua parte, e non la totalità. Essere omosessuali non significa tanto con chi si hanno rapporti sessuali, quanto da chi ci si sente attratti e di chi ci si innamora: l’omosessualità riguarda prima di tutto la mente e poi anche il corpo, e in questo senso rappresenta uno dei modi possibili di essere con l’altro. E se non si sceglie di essere gay o lesbica, si può scegliere come esserlo

Tutti dicono I love you
Il nostro orientamento sessuale si rivela quasi sempre al momento dell’adolescenza, periodo di estrema fragilità psicologica e affettiva. Una valanga di studi scientifici americani intrapresi nell’ultimo decennio rivela che più del 30% dei giovani che si scoprono omosessuali  è a serio rischio di gesti estremi. La causa principale? La difficoltà di accettare la propria omosessualità in un ambiente spesso ostile e colpevolizzante. E soprattutto, la difficoltà di parlarne

Durante l’adolescenza e sull’orlo dell’età adulta molti ragazzi e ragazze, giovani uomini e giovani donne, s’interrogano sui sentimenti che provano e che stanno scoprendo. Ancora oggi la sessualità è un argomento tabù: affascinante e intrigante, la sessualità degli altri rinvia alle nostre pratiche e ai nostri dubbi su noi stessi, e questo passaggio si accompagna spesso a una pressione sociale che obbliga ciascuno di noi a definirsi in rapporto al suo comportamento sessuale. Durante l’adolescenza questa pressione può essere difficile da vivere e molti ragazzi cercano disperatamente di scoprire a quale “categoria” appartengano: etero, omo o bisex, si ha la sensazione di dover scegliere il proprio campo e si cercano allora in sé i segni, le prove che dimostrino che si appartiene a questo o quel gruppo. Ma la sessualità non si lascia così facilmente catalogare: ogni individuo la vive in modo diverso, e in materia non esistono regole.

Bisogna darsi il tempo di imparare a conoscersi e identificare i propri veri desideri, senza dimenticare che non tutte le esperienze sono definitive, e che spesso non comportano alcun impegno per l’avvenire. Provare un affetto particolare per la propria migliore amica quando si è ragazze non significa obbligatoriamente essere lesbiche, così come masturbarsi tra ragazzi guardando materiale porno non è una pratica riservata esclusivamente agli omosessuali. Scoprire il proprio corpo e cercare di conoscere quello degli altri sono tappe necessarie per trovare il proprio equilibrio. Ed è importante concedersi il giusto tempo per farlo. Tra omosessualità esclusiva ed eterosessualità esclusiva esiste una gamma completa di sfumature, e ognuno di noi deve percorrere il proprio cammino per sapere dove si trova. Senza dimenticare che all’opposto si può sapere di essere omosessuali anche senza aver mai avuto alcun rapporto sessuale.

I ragazzi e l'omosessualità: a scuola
Paola dell’Orto, presidente dell’Agedo, ha lavorato a lungo nelle scuole a contatto con i ragazzi. Le sue parole testimoniano, prima ancora che della discriminazione, della confusione e dell’ignoranza che regnano sovrane a proposito dell’omosessualità.

“Nelle scuole si sentono ancora delle cose incredibili: le ragazze sono molto più disponibili ad accettare l’omosessualità, ma i maschi no. La loro virilità viene messa in dubbio, anche perché si crede che l’omosessuale sia una femmina in corpo di uomo. E poi c’è una grande confusione e tanta disinformazione, per esempio moltissimi confondono transessualità, omosessualità e travestitismo, che vengono tutti integrati nell’omosessualità quando invece sono cose completamente diverse, per le quali devono essere fatti discorsi diversi. A scuola ci sono gli psicologi, ma i ragazzi non gli parlano. Non si fidano. E si vergognano. Portano problemi di ogni tipo, e si sforzano di parlarti: “devo dirle una cosa importante”, ma poi tirarla fuori è durissimo. Succedono cose scandalose, paradossali: per esempio ho saputo dopo anni che il peggior detrattore dell’omosessualità era omosessuale. Quando facevo counselling a scuola, lavoravo con una collega. Un giorno sono apparsa in televisione, e quando i ragazzi hanno scoperto che ero la madre di un omosessuale, qualcuno è venuto a parlarmi perché si fidavano un po’ di più, con me erano sicuri di essere accettati. Con la mia collega, invece, non hanno parlato mai. Sono troppo pochi i ragazzi che a 14-15 anni riescono ad aprirsi. Questo fino a due anni fa, perché i ragazzi già di biennio in biennio cambiano, e sono già due anni che io non lavoro più nelle scuole. L’associazione che dirigo lavora direttamente con il Ministero della Pubblica Istruzione, facciamo corsi di formazione per i genitori, ma anche per gli insegnanti. Abbiamo fatto un video bellissimo che si chiama “Nessuno uguale” di Claudio Cipelletti, che è a disposizione di tutte le scuole d’Italia.”

Inquietudini
di
Anna Fata

Intorno ai 5-6 anni si incomincia a provare attrazione per i propri coetanei, che possono essere anche i bambini del proprio sesso. Altrettanto rapidamente, però, questi sentimenti si accompagnano a un profondo senso di colpa, alla percezione della propria diversità e alla necessità di non parlarne con nessuno. Nel corso dell’adolescenza ci si trova di fronte alla necessità di dare un senso alla propria esistenza e di fare i conti con i mutamenti rapidi del proprio corpo, non sempre facili da accettare, e nello stesso tempo si verificano altri due fenomeni degni di nota: la presa di distanza dalla famiglia e l’ingresso nel gruppo. Spesso con la famiglia i rapporti possono diventare estremamente conflittuali, anche in relazione al confronto tra come siamo, come vorremmo essere e come gli altri si aspettano che siamo, e questa opposizione si estremizza nel caso degli omosessuali. Il gruppo di amici che dovrebbe rappresentare un luogo sicuro in cui trovare chi vive situazioni simili alle nostre e perciò ci può fornire un appoggio sicuro per affrontare il nostro cammino verso l’indipendenza, a volte può essere fonte di qualche delusione.

Il ragazzo gay o la ragazza lesbica avvertono la loro diversità e temono di non poterne parlare con nessuno, né in famiglia, né con gli amici, e proprio per questo troppo spesso si sentono soli. Le difficoltà per un giovane omosessuale consistono nella necessità di rispondere ad alcune domande di fondo del tipo: “Cosa significa per me essere gay/lesbica? Cosa cambia nella mia vita? Come posso essere me stesso/a? Come posso parlare di me ai miei genitori, e ai miei amici?”

Gay si nasce o si diventa?
di Anna Fata

Numerosi sono stati i tentativi di spiegazione addotti a livello biologico, psichiatrico, psicologico e sessuale: fino a oggi tutti non hanno fatto che dimostrare la piena normalità delle persone omosessuali. I tentativi di trovare un’unica causa responsabile di un determinato modo di pensare e di agire non hanno portato ad alcun risultato: la biologia si è impegnata per esempio nella ricerca di una causa che potesse dimostrare l’origine innata di questo orientamento sessuale - come se volesse provare che si trattava di una “colpa originaria”, ma i risultati non hanno portato ad alcuna conferma. La visione opposta sostiene che l’omosessualità è una caratteristica acquisita, determinata da fattori esterni e perciò indipendenti dalla propria volontà: elementi di origine traumatica, familiare, educativa, sociale contribuirebbero quindi a “fabbricare” questa inclinazione – ma anche in questo caso, niente è mai stato provato. E infine, esiste un filone di ricerca che ipotizza la presenza contemporanea sia di fattori che derivano dall’ambiente, sia dal proprio corredo di geni.

In realtà, l’omosessualità non è inquadrabile in modo esclusivo in nessuna di queste categorie, dato che nessun tipo di spiegazione è in grado di dare ragione della sua complessità. L’affettività omosessuale non si sviluppa né per forza naturale, né per scelta consapevole, né per imitazione di modelli di comportamento, bensì in virtù del valore delle emozioni che si provano per qualcun altro. Tuttavia l’ambiente è in grado di influenzare questo desiderio in senso costrittivo, oppure positivo.

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Pagina aggiornata al 05/10/2005

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