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In concreto: come fare? E gli amici?

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"Sono gay": se e come dirlo a...

In concreto: come fare? E gli amici?

di Anna Fata

Quando (e se…) vi sentite pronti, quando vi sentite sicuri di voi stessi e delle vostre inclinazioni, è il momento di rendere partecipi della vostra omosessualità la vostra famiglia e gli amici più intimi. Non si tratta di qualcosa da manifestare indiscriminatamente a chiunque - dato che fa parte della vostra sfera più intima - ma solo alle persone alle quali ritenete opportuno confidarvi. Questi sono gli aspetti che più probabilmente vi troverete ad affrontare:
  • essere in grado di rispondere alla domanda inevitabile “sei sicuro/a?

  • cercare di mantenere alta la fiducia voi stessi, perché questa sarà necessaria a sostenere le vostre ragioni di fronte agli altri

  • farvi aiutare da altre persone che direttamente o indirettamente
    hanno vissuto la stessa esperienza

  • essere preparati sul tema dell’omosessualità, in modo da poter rispondere adeguatamente alle domande che vi verranno rivolte

  • scegliere il momento migliore sotto il profilo emotivo, per esempio evitando periodi immediatamente successivi a una lite

  • non affrontare il discorso con rabbia - altrimenti il rischio è che l’omosessualità venga percepita dai vostri genitori come una sorta di torto nei loro confronti

  • in caso di necessità, offrire materiale che consenta ai genitori di approfondire l’argomento, oppure l’indirizzo di associazioni, come per esempio l’AgeDO dove potranno confrontarsi con persone che hanno già vissuto esperienze simili

  • cercare di mantenere la calma, non imporsi - nonostante le difficoltà che questo può comportare

  • seguire questi suggerimenti permetterà di raggiungere un risultato che sarà tanto migliore quanto più la qualità della vostra relazione precedente era buona

A questo punto, la parte più difficile è stata svolta…

E gli amici?
Il gruppo di amici, la cosiddetta ‘compagnia’ è caratterizzata da forti legami in cui domina il conformismo, la presenza di regole implicite, riconosciute e rispettate silenziosamente da tutti i membri: chi le trasgredisce viene messo in disparte. Di fronte alla tendenza a uniformarsi a un codice di comportamento di gruppo, non sempre risulta facile esprimere e affermare la propria diversità, pena l’emarginazione.

In genere però esistono uno o due amici con cui il legame è più forte, e con i quali sentite di potervi aprire di più e con maggiore libertà: è verosimile che siate indotti a svelarvi proprio a loro. Anche in questo caso valgono le raccomandazioni espresse a proposito dei genitori: calma, disponibilità al dialogo, ai chiarimenti e alle informazioni. Parlarne con gli amici più intimi vi può portare al confronto con un punto di vista diverso dal vostro, vi incoraggia a fare più luce sulle vostre convinzioni, e a rafforzare autostima e immagine di sé.

AAA, amore cercasi
A questo punto nulla vi impedisce di cercare di conoscere anche altri coetanei omosessuali con cui potrete condividere le vostre esperienze, i sentimenti e le difficoltà; questo vi aiuterà a superare più facilmente (e più in fretta…) il senso di solitudine o di isolamento che vi può cogliere se non vi sentite sufficientemente compresi, perché vi permette di capire che non siete gli unici a vivere questa situazione. Un nuovo gruppo di amici vi aiuterà a sviluppare nuove parti di voi, a fare nuove esperienze, e perché no, a trovare qualcuno da amare!

Che reazioni aspettarsi?
Le reazioni saranno le più disparate possibili, dallo shock, all’incredulità, alla negazione, ai sensi di colpa dilaganti - per questo dovete sforzarvi di essere molto pazienti. Pensate a quanto tempo è stato necessario a voi per capire esattamente cosa stesse accadendo, poi per decidere di dirlo ai vostri genitori, e infine per dirglielo. Anche loro hanno bisogno di tempo, di riflessione, di comprensione: è come se si rendessero conto, per la prima volta, di avere di fronte uno sconosciuto. Fino a questo momento non sapevano che cosa significasse essere omosessuali se non tramite le informazioni (non sempre corrette) fornite dai mass media, dalle istituzioni sociali, politiche e religiose. I vostri genitori hanno bisogno della vostra vicinanza, perché solo voi potete accompagnarli nella scoperta di questo mondo che per loro è completamente nuovo.

Grazie alle informazioni spesso distorte, stereotipate e pervase dai pregiudizi, i genitori possono arrivare a provare sentimenti di colpa anche molto intensi: sono convinti che la vostra omosessualità sia dovuta a un loro errore educativo – e solo voi potete dissolvere questo dubbio. Anche il confronto con altre famiglie che hanno figli omosessuali può essere utile non solo per aiutare i vostri genitori a “capire meglio e di più”, ma anche per alleviare quel senso di solitudine e di isolamento in cui sentono di essere improvvisamente sprofondati.

Mamma & papà
In questi ultimi anni si assiste in genere a una maggiore apertura da parte dei genitori, a una più ampia disponibilità all’ascolto e alla comprensione, in particolare tra le madri. Questo è un altro aspetto da tenere presente: potete pensare di parlarne prima con vostra madre, e solo in un secondo momento anche con vostro padre. Affrontare un genitore alla volta può infatti essere un’altra utile strategia per gestire meglio la situazione. La comprensione e l’appoggio che dopo un po’ di tempo potranno provenire da vostra madre costituiranno un valido sostegno per estendere la comunicazione anche a vostro padre. Questo naturalmente non implica un percorso rigidamente prestabilito: se nel vostro caso sapete di avere un rapporto più aperto con vostro padre potete seguire il percorso inverso, e parlarne prima con lui. Nessuno meglio di voi conosce la vostra famiglia ed è quindi in grado di decidere quando e a chi dirlo, e ripetiamo ancora, non dimenticate che non siete obbligati a parlare così intimamente di voi stessi con nessuno, nemmeno con i vostri genitori!

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Pagina aggiornata al 05/10/2005

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