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La tartaruga di Zenone

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La tartaruga di Zenone

I pozzi di Talete

Cosa pensavano, ma soprattutto, come pensavano i grandi filosofi? Dai pozzi di Talete alle bambole di Popper, un viaggio divertente e istruttivo nei più utili strumenti del pensiero dei Grandi di tutti i tempi.

Bertrand Russell (Inghilterra, 1872-1970) disse un giorno che lo scopo della filosofia è di cominciare da qualcosa di così banale da non meritare neppure di parlarne, e di finire con qualcosa di così paradossale che nessuno ci crederà. Ma è davvero così? Che cosa possiamo cogliere dal pensiero dei Grandi per garantirci un’inclinazione filosofica? Forse basterebbe sapere che tendiamo a vedere le cose attraverso gli occhiali di Kant per diventare un po’ più lucidi, e il rasoio di Occam potrebbe evitarci qualche delusione amorosa.

Ci sono filosofi che ci hanno lasciato in eredità strumenti di pensiero molto specifici, altri invece un metodo. Di tutti, cercheremo di cogliere quello sguardo particolare sul mondo e la sua complessità che ci può aiutare, ogni giorno, a diventare un po’ più saggi.

I pozzi di Talete
Il mondo in una goccia d’acqua

Nell’estate del 1999, la Cornell University pubblica una ricerca nella quale cerca di dimostrare che l’amore, in realtà, è come una droga. Per essere precisi, è un cocktail di dopamina, di feniletilamina e di ossitocina, che combinate insieme nel sangue ci fanno sentire “innamorati”. L’amore, insomma, sarebbe una forma di follia chimicamente prodotta, uno stato che dura fino a quando l’organismo si immunizza contro queste sostanze, cioè più o meno il tempo necessario per incontrarsi, accoppiarsi e allevare un figlio per qualche anno. Circa 2600 anni prima, con un procedimento sostanzialmente identico, Talete conclude che essendo presente in tutti gli stati - liquido, solido e gassoso - l’acqua è la sostanza prima della quale sono composte tutte le altre: le proprietà di tutti gli oggetti del mondo, che si tratti di metalli, di montagne, di gas o di persone, possono essere ricondotte a un solo insieme di proprietà, quelle dell’acqua.

Nasce con Talete il riduzionismo, un metodo che mira a trasporre le cose in termini che possiamo comprendere: “ridurre” una cosa significa solo tradurla in un linguaggio più comprensibile. Dopo la “riduzione”, un fenomeno è più facile da cogliere e meno misterioso, perché è più facile considerare gli elementi che compongono un sistema, piuttosto che il sistema nella sua totalità. Ma poiché la riduzione è una forma di semplificazione, resta sempre il rischio che la semplificazione sia eccessiva. Bisognerà perciò sempre precisare esattamente qual è l’oggetto da “ridurre”, e chiedersi se “riducendo” una cosa non la si è fatta semplicemente scomparire dalla propria rappresentazione del mondo. Il vantaggio delle spiegazioni riduzioniste consiste nel fatto che esse consentono di risalire tutta la catena esplicativa: si scende al livello della spiegazione più elementare per cogliere proprio il piccolo dettaglio che farà la grande differenza ai piani superiori.

Talete nasce in Asia Minore a Mileto intorno al 636 a.C. ed è uno dei Sette Saggi, uomini del VI e VII secolo rinomati per le loro arti di governanti e di legislatori ai quali ci si rivolgeva per chiedere consiglio. Le loro massime, per esempio la famosissima frase “conosci te stesso”,  erano scritte sui muri del tempio di Apollo, a Delfi. Talete viaggiò in Europa e a Babilonia per raccogliere il sapere di altre culture. Rientrato in patria, propose la sua concezione del mondo che i Greci accolsero salutando in lui il fondatore della scienza, della matematica e della filosofia. Aristotele racconta che essendogli stata rimproverata la sua povertà, prova dell’inutilità ultima della filosofia, Talete impiegò i suoi talenti per prevedere che la successiva stagione di raccolta delle olive sarebbe stata eccezionale. Acquistate le presse per le olive a Mileto, Talete fece fortuna, poiché la raccolta si dimostrò all’altezza delle sue previsioni. Morì a 78 anni per un colpo di calore mentre assisteva a una gara di atletica. Sulla sua lapide si legge: “in questa angusta tomba giace il grande Talete, la cui fama di saggezza si è innalzata fino al cielo”.

Bibliografia:
Nicholas Fearn , Zeno and the Tortoise , Grove Press, 2002

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