Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Che cos'è la timidezza?

gli speciali di duepiu.net
 

pubblicità

» vai a:

» indice degli Speciali

La timidezza

Che cos'è la timidezza?

di Anna Fata

Ti tremano le gambe, ti sudano le mani, arrossisci? Consolati, moltissime persone riconoscono di essere timide proprio come te. La timidezza risale spesso a un complesso, il più delle volte immaginario. Però questa paura dello sguardo degli altri può davvero complicarti la vita. I trucchi e i consigli per tenere a bada i complessi, vincere la timidezza e ritrovare la fiducia in te stesso.

Il termine timidezza viene spesso usato e forse, anche abusato e per questo, come prima cosa, è bene fornirne una breve definizione per indicare cosa lo distingue da altre forme di disagio sociale, secondo un grado progressivo dal ‘normale’ al ‘patologico’. L’agitazione è una forma di ansia ‘fisiologica’ legata ad una situazione specifica, come ad esempio, prendere la parola in pubblico, sostenere un esame, partecipare a una competizione sportiva. E’ un forma di disagio che non intacca in modo sostanziale la qualità della vita. Anche la timidezza è un forma di ansia ‘fisiologica’, generalizzata a molte situazioni. E’ una tendenza profonda a stare in disparte, ma non è una patologia.

La fobia sociale è una forma di ansia ‘patologica’ relativa a situazioni specifiche che tendono a essere evitate. Il DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, 2000) elenca le queste manifestazioni:

  • la paura di essere esposti al giudizio degli altri, in particolare degli estranei

  • l’ansia anticipatoria

  • l’ansia, molto intensa, simile ad un attacco di panico, che si manifesta durante le situazioni temute

  • la consapevolezza che le proprie paure sono eccessive

  • l’evitamento delle situazioni che creano disagio

Questi sintomi interferiscono con la vita lavorativa, affettiva e relazionale di chi ne è affetto

Il disturbo evitante di personalità è una forma di ansia patologica generalizzata a molte situazioni. Le manifestazioni elencate nel DSM IV sono queste:

  • evitamento delle situazioni lavorative in cui è implicato un contatto interpersonale significativo

  • inibizione nelle relazioni intime per timore di essere umiliato o ridicolizzato

  • preoccupazione di venire criticato o rifiutato in situazioni sociali

  • sensazione di essere socialmente inetto

  • riluttanza a intraprendere nuove attività, per il timore di sentirsi in imbarazzo

Solo nel caso della fobia sociale e del disturbo evitante di personalità si può parlare di patologia e conseguentemente, di terapia, che può essere farmacologica e/o psicoterapeutica.

Il carisma, questo sconosciuto
Ne hai abbastanza di nasconderti e di non saperti imporre? Sei pieno di idee, hai una personalità creativa ma hai troppa paura di non piacere o di fallire? Ecco che cosa puoi fare.

Chi ti sta vicino ti trova simpatico, eppure le nuove conoscenze sembrano quasi non notarti. Perché? Perché manchi di una qualità essenziale: il carisma. Se sei stufo di essere preso “sottogamba”, se gli altri interrompono continuamente i tuoi discorsi, se ti hanno già incontrato due volte e alla terza ancora non si ricordano il tuo nome, il problema non è che arrossisci, o tendi a parlare a voce bassa, o fai fatica a importi

Timidezza e miti
Nessuno è sempre a proprio agio. E nessuno è sempre sicuro di sé. Ci sono persone che sanno nascondere il proprio imbarazzo, e altre che ne sono travolte. Tutto qui.

Ci sono persone che parlano pochissimo, o che escono senza problemi da una conversazione che giudicano poco interessante, e che non fanno proprio niente di speciale per essere notate, eppure hanno la capacità di restare impresse. Perché hanno l’aria intelligente (e in effetti, come scrisse un famoso umorista, tacere è il modo migliore per sembrarlo…) perché hanno un che di misterioso o perché sembrano un po’ diverse dagli altri. Attenzione: il carisma non ha molto in comune con la simpatia – e infatti una persona può essere carismatica, cioè restare impressa, colpire la nostra attenzione e la nostra fantasia – senza che necessariamente noi la troviamo simpatica. In altre parole: in un certo senso ne siamo affascinati, ma non necessariamente ci usciremmo a cena…

Se hai voglia di cambiare, se vorresti affrontare le situazioni con più sicurezza e ispirare rispetto agli altri, la prima cosa che dovresti fare è importi a te stesso, cioè cercare di sviluppare più fiducia in te. Nella maggior parte dei casi l’inibizione sociale è il risultato della paura di essere criticati e giudicati, e quindi di non piacere, di non poter essere amati. Ma questa dipendenza dallo sguardo degli altri esprime un difetto nella stima di sé, e proprio per questo essere rilassati con se stessi è la prima tappa per sentirsi a proprio agio anche con gli altri.

Impara a difenderti
Rispondi con calma ma a tono a ogni provocazione. Sempre. Non passarci sopra, non lasciar perdere, non rimandare. Gli altri ci devono rispetto, ma a volte se ne dimenticano. E rispettare, rispettarsi e farsi rispettare sono doveri fondamentali per ciascuno di noi.

Nessuno è perfetto
Invece di fuggire davanti a un’occasione di incontro, dovresti sforzarti di accettarla. E man mano che la timidezza “guarisce”, e può guarire solo a forza di successi, dovresti essere tu a creare i contatti, senza più aspettare che gli altri vengano a cercarti. Certo è importante scegliere il momento giusto, ma quando ti sentirai finalmente a tuo agio, quando sarai più disinvolto, e quindi più sincero e naturale, sarà il tuo istinto a suggerirti il momento più indicato. Non sforzarti continuamente di rasentare la perfezione: è impossibile piacere a tutti, insomma, la perfezione è una battaglia persa. Però ci sono alcune cose che puoi fare per migliorare la tua situazione, come per esempio prendere la parola in una conversazione solo quando sei convinto di avere qualcosa di interessante e pertinente da dire, lasciandoti dietro le spalle la paura di deludere qualcuno dei tuoi interlocutori se per caso la tua opinione non è allineata alla loro.

Osserva gli altri
Se copiare lo stile di qualcun altro non è mai una buona idea, osservare lo è sempre. Come si esprimono, si comportano, gesticolano, si muovono, le persone alle quali ti piacerebbe assomigliare? Come si manifesta la loro sicurezza, che cosa fanno o evitano di fare, che cosa dicono e come lo dicono, le persone che ammiri? Sforzati di decodificare le loro attitudini, i loro comportamenti e le loro strategie di comunicazione, ispirati a loro per creare il tuo stile. E se hai scelto il modello giusto, il tuo nuovo comportamento si integrerà agevolmente con la tua vera personalità.

Paura dell'amore?
Ti piace da morire, ma moriresti piuttosto che fare il primo passo. O peggio, ti ha parlato, ma a te non è uscita una sola parola sensata… Come trovare l’anima gemella quando la timidezza è più forte della passione?

Puoi chiamarla timidezza, ansia sociale o paura degli altri, il risultato non cambia: di fronte alla persona che più di ogni altra potrebbe renderti felice, tu arrossisci, le mani sudano o tremano, ti senti le gambe molli, balbetti oppure dici cose talmente stupide che poi ti domandi da dove ti sono uscite.

La timidezza si nota
Vuoi che non abbia già notato che sei timido? Potresti piacergli/le proprio per questo. E allora coraggio, sii te stesso!

Eppure, chi è davvero innamorato è sempre timido, perché teme di non essere capito o ricambiato. L’innamorato si preoccupa della sua immagine, teme continuamente di non essere all’altezza degli altri, e spesso aspetta che sia l’altro a cercarlo. Vittima della propria timidezza e di un malsano senso di indegnità, l’innamorato dimentica spesso di pensare all’effetto che il suo comportamento può avere sull’interlocutore: andiamo dal turbamento, all’incapacità di capire la situazione, allo sbalordimento. E poi non è detto che l’altro sia proprio tranquillo come sembra, magari anche lui/lei sta sulle spine o ha paura di sembrare ridicolo…

Per guarire dalla timidezza bisogna imparare a conviverci. E una volta fatto questo, non ti resta che lanciarti. Non c’è altro mezzo che assumersi un rischio, quello tremendo e insopportabile di essere rifiutati. Che però è sempre meglio che non sapere mai come sarebbe andata a finire. E’ meglio un rimorso o un rimpianto? E’ meglio un rimorso, in questo caso, almeno ti è servito come allenamento... Oppure hai una reazione ancora diversa: la paralisi. Non ti viene niente da dire, o arrivi in ritardo all’appuntamento della tua vita, o ti viene la febbre. Perché è difficile incontrare qualcuno che ami e dal quale vorresti essere amato, perché hai paura e pensi che non ce la farai mai. E’ per questo che tanti timidi finiscono per sognare la vita, invece di viverla.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 »

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 11/05/2007

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati