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La timidezza: sintomi, comportamenti, emozioni

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La timidezza

La timidezza: sintomi, comportamenti, emozioni

di Anna Fata

La timidezza si manifesta con sintomi fisici: rossore in volto, aumento del battito cardiaco, sudorazione, tremore. Queste manifestazioni esteriori possono variare di intensità e frequenza da persona a persona. I timidi hanno dei pensieri ricorrenti riguardanti la bassa autostima, l’autocritica e la consapevolezza della carenza delle abilità sociali. A livello biologico, le strutture cerebrali legate alla timidezza sono: l’amigdala, che è coinvolta nell’associazione di uno stimolo specifico con la paura; l’ippocampo, importante nei processi di apprendimento e di memoria; l’ipotalamo che è coinvolto nei processi di allerta e di riposo dell’organismo

I comportamenti più frequenti messi in atto dai timidi sono:

  • tendenza al controllo delle proprie reazioni emotive e fisiologiche

  • scarse abilità socio-relazionali

  • evitamento del contatto visivo

  • riluttanza a parlare

  • nervosismo

I sintomi della timidezza comprendono:

  • battito cardiaco accelerato

  • bocca asciutta

  • arrossamento del volto

  • sudorazione

  • tremore

  • sintomi gastroenterici

E infine, i pensieri e le emozioni più frequenti sono:

  • sentirsi osservato

  • stare per arrossire

  • sentirsi giudicato esteticamente sgradevole

  • non avere niente da dire

  • essere considerato stupido

  • come potersi allontanare da una situazione di disagio

Sono timido, ma miglioro
Arrossisci, balbetti, vai nel pallone? Forse la timidezza ti ha fatto perdere qualche occasione, ma tranquillizzati, non è fatale. Stiamo parlando di qualcosa che puoi superare.

Se sei di quelli che si lasciano superare in una coda alla posta, o che strisciano contro i muri durante le feste, sei un ansioso nascosto. Tutto quello di cui hai bisogno è un po’ più di tempo degli altri per adattarti alle nuove situazioni sociali, perché l’ansia che sviluppi è più forte. Il tuo problema è che tu per primo non credi molto in te stesso, e per questo non ti senti quasi mai sicuro. Hai paura di sbagliare, e per questo a volte preferisci non provare nemmeno. Ammettilo, sei esagerato: la tua paura è tanto più forte perché le tue reazioni sono sistematicamente sproporzionate – qualcuno ti critica? vuol dire che ti respinge; qualcuno rifiuta gentilmente un tuo invito? è un’umiliazione terribile… Che cosa potresti fare?

accettarti
sforzati di accettare gli inviti, da quelli professionali a quelli galanti. Nessuno si aspetterà da te performance titaniche, quindi rilassati, fai un bel respiro, e buttati!

smettere di vergognarti
forse non ci hai mai pensato, ma i timidi non suscitano quasi mai reazioni negative, anzi. Un timido non è ridicolo, ma spesso commovente, perché proprio la sua timidezza può indurre negli altri un istinto di protezione. Insomma, non è poi così difficile farsi amare…

ammetterlo
mettiamo che nessuno se ne sia accorto, se la situazione si fa critica ti conviene trovare il
modo di dirlo: io sono timido, e fare (o dire) questo mi riesce un po’ difficile. Puoi anche spiegare quali sono le situazioni che ti imbarazzano di più, e gli atteggiamenti che ti fanno venir voglia di scappare
metterti alla prova
potresti anche scoprire che la situazione negativa che temevi di più non solo non si è verificata, ma che tutto sommato te la sei cavata bene. E’ dai piccoli successi che si costruisce la stima di sé, e più ne collezioni, e meglio ti sentirai

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Pagina aggiornata al 11/05/2007

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