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Curiosità: il Social Fitness Training

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La timidezza

Curiosità. La 'Palo Alto Shyness Clinic': il Social Fitness Training

di Anna Fata

Henderson, in base alle prime ricerche di Zimbardo, ha creato il Social Fitness Model, che ha alla base la teoria secondo la quale qualsiasi stato emotivo negativo, combinato con l'autoconsapevolezza, cioè la tendenza a focalizzarsi sui propri pensieri e sentimenti, diventa parte di un processo reciproco in cui gli stati emotivi e i pensieri negativi si amplificano a vicenda, generando agitazione, che a sua volta ha come conseguenza il ritiro.

Ciononostante, la ruminazione intellettiva persiste e accresce questa tendenza. I pensieri e le emozioni negativi aumentano fino a formare una "rete neurale", che serve come chiave interpretativa per organizzare le informazioni in ingresso, stabilendo così un intreccio elaborato di credenze negative su se stessi. Esistono evidenze empiriche in merito alla distorsione negativa del concetto di sé. I timidi, infatti, tendono a ricordare maggiormente i feedback negativi, più di quelli positivi.

Il modello si basa su tecniche che hanno lo scopo di migliorare le abilità sociali e il senso di benessere sociale ed emotivo dello stare con gli altri. Il modello è analogo a quello che si potrebbe impiegare per la forma fisica. Alle persone viene affidato un kit che comprende il training nelle abilità sociali, una serie di esercizi per cambiare i pensieri disadattivi e le distorsioni di attribuzione, per insegnare le tecniche per una comunicazione efficace, incluse l’assertività e la negoziazione.

Le persone passano dal ritiro in se stesse, dalla passività, dalla preoccupazione per sé, a un funzionamento sociale più adattivo e a un atteggiamento empatico. L’obiettivo del trattamento della timidezza non è quello di creare delle persone perfette a livello sociale. Come esiste un numero ristretto di atleti professionisti nello sport, e molti, anzi, la maggior parte, che lo fanno solo per diletto o per il benessere personale, allo stesso modo esistono pochi ‘atleti’ della comunicazione e una maggioranza che lo fa esclusivamente per il proprio piacere personale.

Prima di tutto, viene valutato il grado di timidezza dei partecipanti, tramite interviste e appositi questionari. Il trattamento si completa in 26 settimane di psicoterapia di gruppo cognitivo-comportamentale, che inizia con 12 settimane di esposizioni simulate in gruppo (per esempio giochi di ruolo su situazioni temute con i compagni del gruppo) ed esposizioni dal vivo che vengono messe in atto in forma di ‘compiti a casa’.

Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere in questa fase sono: iniziare e mantenere una discussione per alcuni minuti, sostenere un contatto visivo, salutare persone di diverso livello sociale, fare dei commenti su argomenti della vita quotidiana, chiedere delle informazioni per strada a degli sconosciuti.

Successivamente, segue un training di 10-11 settimane sulla comunicazione verbale e non verbale. Le ultime 3-4 settimane trascorrono mettendo per iscritto, oltre che in pratica, situazioni in cui i clienti valutano loro stessi. E’ possibile ottenere anche un feedback videoregistrato per coloro che ne fanno richiesta.

Dopo 6 mesi di trattamento di gruppo presso la Shyness Clinic si rileva, nella maggior parte dei casi, una riduzione significativa del timore del giudizio negativo da parte degli altri, dell’evitamento sociale, dello stress, dell’ansia, della depressione, del senso di colpa. Continuare ad eseguire i ‘compiti a casa’ consente di consolidare e migliorare i risultati raggiunti.

Dalle ricerche effettuate finora risulta che un trattamento di psicoterapia di gruppo a lungo termine è efficace nella misura in cui fornisce un luogo in cui imparare in teoria e mettere in pratica le proprie abilità sociali e comunicative, per sviluppare l’espressione spontanea di pensieri ed emozioni personali, per partecipare in modo più attivo a una situazione di gruppo, per assumere dei ruoli di leader.

In genere, 6 mesi di lavoro di gruppo sono sufficienti per raggiungere risultati soddisfacenti. Solo una minima quota di partecipanti necessita di prolungare il periodo: si tratta in genere di persone caratterizzata da ansia sociale o personalità evitante, cioè quando non si tratta di sola timidezza.

Si è visto, inoltre, che l’applicazione del Modello consente di cambiare lo stile di attribuzione disadattivo, di superare la vergogna, l’autocommiserazione, l’autocritica eccessiva, il timore delle valutazioni negative, l’ansia, lo stress, il senso di colpa, la depressione.

L’uso del Modello non esclude una integrazione anche con l’approccio farmacologico. Esso, tuttavia, viene riservato ai casi di fobia sociale e di personalità evitante. In genere, si tratta di alcuni farmaci antidepressivi che si sono dimostrati efficaci anche per il trattamento dell’ansia sociale.

La pillola anti-timidezza
L’ultimo principio attivo che ci si aspetta che verrà commercializzato a breve con questa indicazione a breve è l’Escitalopram, che agisce sulla serotonina, un neurotrasmettitore la cui azione influisce sul tono dell’umore. Naturalmente la valutazione della necessità d’uso, così come la somministrazione devono essere attentamente valute da uno specialista. Giova ricordare ancora una volta, che la timidezza non è una patologia, ma un modo di essere e che come tale, di per sé non necessita di un trattamento farmacologico.

LA BIBLIOGRAFIA DELLO SPECIALE
Fausto MANARA, Timidezza,
Sperling Paperback, 2000

Fred ORR , Vincere la timidezza
TEA Pratica, 2001

Arthur WASSMER , Superare la timidezza
Sperling & Kupfer Editori, 1995

Patricia S. POTTER EFRON, Ronald T. POTTER EFRON , Vincere la vergogna. Come superare timidezza, imbarazzo, rossori e sensi di colpa
Francoangeli – Le Comete - 1995

Crawford LYNNE – Linda TAYLOR , Vincere la timidezza
Mondadori, 1998

Paul CHAUCHARD, Volontà e timidezza. Come rafforzare la volontà, come vincere la timidezza
Sonzogno, 1991

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