Quando
diciamo “io”,
a quante
persone ci riferiamo? Nell’arco di una
giornata qualsiasi, ognuno di noi riveste una serie
più o meno grande di ruoli – siamo figli,
genitori, mariti, amanti … - e in questi ruoli
mostriamo agli altri un certo aspetto di noi, quello
pubblico,
piuttosto che un altro, quello privato
(interiore). Queste due parti di noi non sono
indipendenti ma anzi in rapporto strettissimo, tanto
che gli effetti dell’una si ripercuotono sempre
anche sull’altra,
e viceversa. Secondo alcune teorie, la parte di noi
che mostriamo in pubblico è influenzata da ciò che
ci è stato insegnato e dalle aspettative degli
altri, e finisce per influenzare anche quella
privata, tanto che molte delle nostre azioni
patiranno di un certo conformismo.
Ma esiste anche un’influenza che si esercita nella
direzione inversa: non solo noi subiamo l’influsso
del giudizio degli altri, ma anche noi, con il
nostro comportamento, orientiamo il loro giudizio.
In breve, gli
altri ci vedono (anche) come
noi ci vediamo. Per esempio, quando siamo
davvero certi
di aver ragione su un certo argomento il nostro
potere di persuasione aumenta, rendendoci molto
convincenti.
Queste
due parti di noi
- quella pubblica e quella privata - non
coincidono mai, e anche quando ci comportiamo
molto spontaneamente non manifestiamo mai agli altri
la nostra essenza più intima, o tutta la nostra
essenza personale. In altri casi noi decidiamo
invece come comportarci e presentarci agli altri in
vista di un determinato obiettivo, per esempio
quando vogliamo un favore o desideriamo fare una
buona impressione; qui .
E qui possono nascere fraintendimenti e
malintesi, perché il punto di vista degli altri può
essere diverso dal nostro – per esempio una
manifestazione di affetto può essere scambiata per
invadenza.
L’uomo è un animale sociale, e perciò il
nostro prossimo è un punto di appoggio
imprescindibile: il modo in cui noi ci
giudichiamo gli deve molto. Per questo chi sostiene
di ignorare le opinioni altrui mente: è
impossibile non fare i conti con gli altri,
anche se abbiamo un certo spazio di manovra. E
questo ci riporta all’importanza, in positivo e in
negativo, che gli altri hanno per l’opinione che
abbiamo di noi stessi: per
sapere quanto sono davverointelligente,
davvero altruista, davvero autorevole, e così via, ho
bisogno di una conferma esterna