Quando parliamo di noi, noi possiamo descriverci:
vivo a Roma;
sono sposata
da due anni – oppure valutarci:
sono timido,
sono
simpatico. Questo secondo tipo di affermazione
implica una valutazione, cioè la presenza o
l’assenza di
un determinato potere: per esempio sono
timido significa sono
carente di potere sociale. Ma perché ci
autovalutiamo? Le
autovalutazioni soddisfano due esigenze
fondamentali: sapere
che valiamo, e sapere
quanto valiamo, e questi due aspetti possono
entrare in conflitto tra di loro. Sapere quanto
valiamo ci consente di conoscere i nostri pregi e le
nostre potenzialità, ma anche di cercare conferme
ai nostri talenti quando qualcosa va male - ed è’
proprio così che mentre rinforziamo la nostra
autostima, possiamo perdere un’occasione per
conoscerci meglio. Ma il
nostro desiderio dimigliorarci
non si ferma mai, e proprio per questo tendiamo
a confrontarci con persone leggermente migliori
di noi - modelli realistici e non irraggiungibili, a
cui possiamo ragionevolmente aspirare.