Per
mantenere frizzante
la nostra autostima noi possiamo comportarci
sempre al meglio delle nostre possibilità,
oppure convincerci
che valiamo, che siamo esattamente come vorremmo
essere. La prima soluzione è faticosa e non sempre
realizzabile, mentre per la seconda esistono
numerosi espedienti.
Per esempio potremo convincerci che un concorso che
abbiamo perso non ci interessava, oppure tendiamo a
dimenticare sistematicamente gli insuccessi e a ricordare solo le vittorie. Ma non sempre
questi meccanismi sono applicabili, perché a volte
è proprio impossibile attribuire tutte le
responsabilità di una sconfitta all’esterno. A
questo punto noi
elaboriamouna
nuova strategia per ridurre i danni: la causa
interna che ha portato alla sconfitta non sarà mai stabile,
come per esempio è la nostra intelligenza, ma
sempre transitoria:
non stavamo bene, non ci siamo impegnati abbastanza,
eravamo svogliati. Anche il
confronto con gli altri può essere un buon
serbatoio di autostima: per esempio se il nostro
lavoro non ci piace potremo pensare che di questi
tempi avere un lavoro è già molto e che non tutti
ce l’hanno – insomma, confrontarci
con chi sta peggio di noi ci convince che
dopotutto non stiamo troppo male...