La
mancanza di amore per se stessi si trasforma
essenzialmente nella ricerca
frenetica di un partner da cui farsi amare, costi
quello che costi. Queste scelte sono quasi
sempre inconsapevoli, e secondo Salomé
“rappresentano una sorta di “scrocco”
emotivo: tutto avviene come se uno dicesse
all’altro - ‘ho talmente bisogno di te che ti
amo’, mentre l’altro potrebbe rispondere - ‘in
fondo so bene che non è vero, ma sono convinto che
grazie al mio amoreun
giorno anche tu mi amerai’”. In questo genere di
relazione “la mancanza di amore di sé induce
troppo spesso a un
gioco di squalificazione reciproca: quello che
non si ama metterà in discussione i sentimenti
dell’altro – ‘come può amare una nullità
come me? Vale ancora meno di quanto pensassi’. E
anche se tutto questo avviene in maniera inconscia,
i danni che provoca possono essere fortissimi.”
Peggio ancora, secondo Salomé, sarebbero i casi in
cui il bisogno di amore si trasforma in bisogno
diamare,
anche questo “a tutti i costi”, perché
“questa forma di devozione
è solo la maschera di un bisogno di essere amati
così smisurato che nessuno
lo potrà mai colmare.” Salomé racconta di
una sua paziente atterrita dai “ti amo” continui
del marito, che lei viveva come un’esigenza
minacciosa e una sorta di “amore terroristico”.
Anche
la nostra vita
sessuale subisce le ripercussioni della mancanza
di autostima, e come scrive Salomé “questa
carenza indurrà a rapporti fatti di pretese, di
violenza, perfino di perversione sadica. Chi non si
ama può accettare tutto dall’altro e viversi come
un semplice oggetto dei suoi desideri, oppure
trattarlo come oggetto del proprio piacere”. Salomé
cita l’esempio di una paziente che si è ribellata
dopo 15 anni di vita comune perché suo marito non
faceva l’amore nel piacere e nell’abbandono, ma
con la volontà di controllare che lei gli
appartenesse, che il suo corpo fosse una sua
proprietà. “Troppo spesso la mancanza di amore
per se stessi orienta la vita sessuale verso
pratiche di possessività,
di consumo,
di alienazione
dell’altro.”