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Volersi bene

Obiettivi

con la collaborazione di Anna Fata

Obiettivo: restaurare la fiducia in se stessi
Secondo André e Lelord, l’autostima in caduta libera si può riportare allo stato ottimale attraverso nove semplici passi che ciascuno di noi può compiere senza troppa fatica. Si tratta di osservarci, di osservare gli altri, e di farli lavorare per noi. Ecco come.

Conoscersi meglio. Questa è la regola d’oro dell’autostima: prendere coscienza delle nostre capacità, e ovviamente dei nostri limiti

Accettarsi. Non siamo perfetti, e allora? Anche le persone che a noi sembrano senza difetti hanno dovuto scendere a  patti con se stesse. C’è sempre qualcosa di noi che non ci piace, e non è necessario essere perfetti per stimarsi

Essere sinceri. E’ inutile fingerci ciò che non siamo, è molto meglio invece assumerci la responsabilità delle nostre emozioni, per esempio esprimere i nostri sentimenti: tengo alla tua amicizia; le nostre esigenze: non posso accettare questa o quest’altra cosa; e le nostre paure: sono preoccupato, temo di non farcela

Agire. Le azioni sono la ginnastica di mantenimento dell’autostima. Fissarsi un obiettivo qualsiasi. E tener duro.

Zittire la critica interiore. Certi condizionamenti nascono quando siamo bambini, e dobbiamo subire una serie di indicazioni, prescrizioni, critiche, imposizioni, rimproveri. Prendiamo atto dell'origine di questo rumore interiore, perché questo è l’unico modo in cui possiamo affrontarlo

Accettare l’idea dell’insuccesso. Chi fa sbaglia, ci ricorda il detto. Ed è proprio così: ogni azione che intraprendiamo, anche con la migliore delle intenzioni, potrebbe fallire. Come diceva Oscar Wilde, “esperienza è il nome che diamo ai nostri errori”...

Imporsi. Impariamo a dire di no senza aggredire, a chiedere senza scusarci, a rispondere con calma alle critiche

Essere empatici. Anche se non siamo d’accordo con loro, possiamo almeno stare a sentire l’opinione degli altri, e cercare di capire il loro punto di vista  

Cercare sostegno. Se abbiamo bisogno di qualcosa dobbiamo chiederlo, senza irritarci o sentirci finiti se la risposta non è un istantaneo. Manteniamo attiva la nostra rete di amicizie e frequentiamole, ovviamente non solo per lamentarci delle nostre disgrazie…  

Obiettivo: osare
Lo psichiatra americano Nathaniel Branden si occupa di autostima da più di quarant’anni. Negli Stati Uniti è un divo grazie al suo approccio pragmatico, tipicamente americano, ai problemi collegati alla mancanza di autostima. Fermo sostenitore della necessità ma soprattutto del valore di volersi bene, Branden è stato lungamente attaccato da più parti, non ultimi i religiosi cattolici che lo rimproverano di esaltare l’egoismo a sfavore della carità. A questo proposito la risposta di Branden è netta, e molto convincente: “non dobbiamo confondere autostima ed egoismo. La vita come servizio agli altri è un bellissimo concetto, ma se noi per primi non siamo in pace con noi stessi, il servizio che renderemo agli altri sarà quasi sicuramente scadente. La crescita spirituale non passa per il sacrificio e l’immolazione di sé, ma attraverso la consapevolezza, la responsabilità e l’integrità, pilastri della coscienza umana da cui derivano, in modo del tutto naturale, i valori e le qualità che ci rendono sensibili agli altri: pietà, compassione, rispetto.”

Un sano realismo
Nella visione di Branden l’autostima è un’esperienza, una pratica quotidiana che consiste nel riconoscere con onestà ciò che siamo e ciò che non siamo. E l’autostima non può aumentare se non aumenta anche la coscienza di sé. “La fiducia in se stessi è la sensazione interiore di poter realizzare i nostri desideri, è quella che ci permette di agire, e possederla è una questione di sopravvivenza” - scrive Branden. “Di tutte le opinioni che abbiamo, quelle che nutriamo a proposito di noi stessi sono le più importanti. Tra queste e tutte le altre c’è la stessa differenza che esiste tra la passività e l’azione, o la riuscita e il fallimento.”

La fiducia in se stessi
Branden tiene a sottolineare che questa fiducia “non è euforia, né l’illusione di felicità che apporta puntualmente l’uso di una droga, un complimento, una macchina di lusso, un aumento di stipendio o un nuovo amore. Non viene dall’esterno, e chi vive consciamente si rende presto conto che la sensazione di fiducia che non arriva da dentro è effimera, e per niente soddisfacente.” In questa visione, l’autostima è “una forma di fiducia nell’efficacia della nostra mente e nella nostra capacità di pensare. E quindi di imparare, compiere le scelte giuste e rispondere correttamente ai cambiamenti. La fiducia è un atto di risveglio, e accettare i limiti della nostra realtà è uno dei passi essenziali per costruire infine uno sguardo sano su noi stessi”

Obiettivo: saper osare
Il metodo suggerito da Branden, e che parte dalla sua visione molto particolare dell’autostima, è basato su sei
“chiavi” o qualità fondamentali, che sono:

la consapevolezza, che consiste nel rispettare i fatti e nell’essere presenti a se stessi e ai propri impegni, e nell’essere aperti e curiosi di ciò che ci circonda e ci interessa, ci tocca o ci arricchisce

l’accettazione, cioè darsi il permesso e avere il coraggio di avere opinioni ed emozioni personali, e di agire

la responsabilità, che consiste nel capire che tutta la nostra vita è sotto la nostra tutela, che noi creiamo gran parte delle nostre scelte e delle nostre azioni e siamo responsabili della riuscita o del fallimento dei nostri progetti. Passare da è colpa di… a cosa posso/devo/voglio fare per… significa capire fino in fondo che nessuno verrà mai a salvarci dalla nostra vita

l’affermazione, cioè l’autenticità nei rapporti con noi stessi e con gli altri, la capacità di sostenere la realtà di ciò che siamo davvero, senza falsarla

l’identificazione, ossia l’imparare a stabilire, nel breve e nel lungo termine, quali sono i comportamenti e le azioni necessari e adeguati al raggiungimento dei nostri obiettivi, ma anche verificare periodicamente le tappe per essere certi di proseguire in linea con le mete desiderate, e osservare i risultati conseguiti per decidere se apportare qualche cambiamento

l’integrità, che è molto prossima alla sincerità e all’autenticità, e consiste nel vivere in armonia tra ciò che sappiamo, ciò che raccontiamo, e ciò che viviamo. Dire la verità, mantenere gli impegni presi, dimostrare con l’esempio quali sono i valori importanti per noi

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