In
moltissime scuole inferiori americane vengono
impartite per almeno tre ore alla settimana lezioni
obbligatorie
di autostima. Questa risoluzione fu adottata a
livello governativo per infondere la cosiddetta “fiducia
di base” soprattutto a quei bambini e ragazzi
che provengono da zone enormemente disagiate, da
famiglie distrutte o in via di distruzione, o da
ambienti malsani, pericolosi e violenti. In una
scuola del Colorado la direzione didattica ha deciso
di ridurre le ore dedicate alla costruzione
dell’autostima quando si è accorta che solo
il 12% dei bambini era in grado dileggere
e di scrivere correttamente. I docenti si sono
impegnati per diffondere le nozioni di base, e ora
“i bambini si sentono davvero meglio”, dice
l’insegnante Rhonda Holcomb. Il presidente della National
Association of Self-Esteem ha invece denunciato
i programmi irresponsabili che pretendono di
incoraggiare a ‘sentirsi bene’ allievi
analfabeti, o quasi. Ma molte critiche si levano
anche da altre parti: la coltivazione intensiva
dell’autostima sarebbe un’incitazione
sistematica all’egoismo e al narcisismo. A questa
nuova mania è già stato un nome. Si tratta della self-esteemia,
che consiste nel “sentirsi
bene” piuttosto che nell’”agire
bene".