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cura del prof. Claudio Manna |
| Rivolgersi
subito a uno specialista in ginecologia, in
andrologia o a un centro specializzato: questa la
prima regola da seguire per le coppie che dopo un
certo lasso di tempo non riescono ad avere un bambino.
Si parla di sterilità quando una
coppia con una storia clinica apparentemente normale
non riesce a concepire un figlio dopo almeno 1,5
- 2 anni di rapporti regolari non protetti.
Tra i primi esami da seguire per la donna vi è
innanzitutto la temperatura basale, grazie alla quale
si può valutare da soli quando e se avviene
l'ovulazione. Alla temperatura basale si aggiunge poi
l'ecografia, che consente di osservare l'utero, le
ovaie e la vescica e l'eventuale presenza di cisti o
fibromi, mentre per vedere il profilo interno delle
tube e dell'utero si effettua l'isterosalpingografia.
Vi sono poi, a seconda dei casi, altri esami, come ad
esempio il post-coital test, i
prelievi del sangue per valutare la
presenza degli ormoni, la laparoscopia, per dare
un giudizio definitivo sullo stato delle tube, delle
ovaie e della superficie esterna dell'utero (per
vedere se le tube sono in grado di catturare l'ovulo
non appena avvenuta l'ovulazione), l'isteroscopia,
per osservare se vi sono ostacoli o deformazioni delle
pareti che possono influire negativamente
sull'infertilità e, infine, il cariotipo,
che permette con un prelievo del sangue di vedere il
numero e la forma dei cromosomi (corredo cromosomico).
Per l'uomo l'esame fondamentale per
la valutazione della fertilità è senza dubbio lo
spermiogramma,
ovvero l'osservazione delle caratteristiche del
liquido seminale mediante l'esame di una piccola
quantità dello stesso al microscopio. Altri esami
importanti sono certamente la spermiocultura, cioè la
ricerca di germi nel liquido seminale, gli esami
ormonali, per sapere se lo spermiogramma
insufficiente dipende da uno squilibrio ormonale, l'ecodoppler
e, come per la donna, il cariotipo. |
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